Sci, le pagelle di Killington: Italia del gigante da urlo, Hansdotter impalpabile

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

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Lo avevamo detto già dopo Levi: se Lara Gut vorrà bissare la coppa del mondo di sci levata al cielo nel marzo scorso nelle prove veloci (già a partire da Lake Louise nel prossimo fine settimana) dovrà fare i bimbi con i baffi. La Mikaela Shiffrin vista sulle nevi di casa a Killington infatti è un cliente ostico e soprattutto pienamente padrone dei propri (immensi) mezzi: se in slalom speciale tutti la davano come regina incontrastata, è la sua costanza in gigante che la rende più temibile gara dopo gara. Non solo: tra le porte larghe dà l’impressione di avere ancora ampi margini, e il quinto posto sul tracciato del Vermont lo dimostra in modo lampante. Conferme sublimi anche in casa azzurra: se tra i rapid gates la situazione rimane pressoché drammatica, in gigante con cinque atlete tra le prime nove si può dire senza mezzi termini che quello della squadra italiana è un arco con svariate frecce da scoccare per il resto dell’inverno, specie se si considera che Federica Brignone, stella designata del gruppo, va ancora a scarto ridotto. Ma ecco cosa ci ha detto il week-end di prove tecniche negli Stati Uniti.

Mikaela Shiffrin: voto 9. In slalom non rifila più i distacchi sesquipedali dello scorso inverno, ma continua a prendersi il bottino pieno. In gigante, dopo il podio nell’apertura di ottobre Soelden, racimola altri 45 punti, cruciali per il suo primo posto provvisorio nella graduatoria generale. La ventunenne c’è e fa paura: se vivrà una stagione senza inghippi sarà complicatissimo tenersela dietro.

Tessa Worley: voto 8,5. Miss iella è tornata ai fasti che le sono consoni. Come mix di tecnica e aggressività, nessuna in gigante negli ultimi 5-6 anni ha fatto vedere le sue cose, e il ritorno al successo le dà la spinta per poter se non altro dire la sua nella corsa alla coppa di gigante. Sarà lo spauracchio del gigante iridato di St. Moritz.

Sofia Goggia: voto 8. Il primo vero “graffio” della bergamasca in coppa: la bella notizia oltre al podio è che non commette più gli errori che fino a marzo scorso le costavano sempre qualcosa in termini di decimi. Siamo curiosi ora di vederla in super-G, sua specialità d’elezione.

Marta Bassino: voto 8. Terza a Soelden, quarta a Killington: ha una sicurezza deliziosa per i suoi 20 anni. Ricorda molto la prima Denise Karbon: il prossimo gradino da salire è quello che porta verso la vittoria.

Veronika Zuzulova e Wendy Holdener: voto 7. In slalom dietro alla tiranna Shiffrin ci sono sempre loro. La veterana slovacca pare l’unica a poter sciare in dei tratti di pista sui livelli dell’americana. L’elvetica ha margini impressionanti, e strizza l’occhio oltremodo allo slalom mondiale di febbraio in casa.

Federica Brignone: voto 6. In gigante purtroppo pare tornata quella di due anni fa: bene solo in una manche. Le diamo la sufficienza per i progressi palesati in slalom, ma con una preoccupazione: non è che la strada che porta verso la polivalenza le stia facendo pagare troppo in gigante dove può essere una delle atlete top? Staremo a vedere.

Irene Curtoni: voto 6. Nona in gigante 12esima in slalom: la lombarda se non altro a livello di temperamento c’è. Ora bisogna affinarsi, ma la strada è quella giusta.

Lara Gut: voto 5,5. Un’uscita può sempre starci, per carità, e pregiudica poco. La Shiffrin però ora le mette pressione: se si aspettava una lunga passerella da qui a marzo, beh, ha sbagliato indirizzo.

Frida Hansdotter: voto 5. La svedese detentrice della coppa di slalom pare la brutta copia della stagione scorsa: 14esima in gigante e decima in slalom. Inizio di stagione nerissimo.

 

 

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