Sci, Sofia Goggia resta piedi a terra: “Non mi gaso, guardo già alla prossima”

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Un sogno lungo dieci anni. Da quando, nell’inverno 2006-2007, l’orobica Sofia Goggia si affacciò nello sci di alto livello col fare sbarazzino di chi a 15 anni ha effettivamente poco da temere. Ora quel primo “graffio” agognato per centinaia di notti è finalmente arrivato: la bergamasca è nella elìte dello sci azzurro ed è entrata a far parte della ristretta cerchia di atlete capaci di salire sul podio in Coppa del mondo. Ha scelto una location particolare per “cacciare” il suo urlo liberatorio: Killington, località del Vermont “graziata” dalla penuria di neve di questo autunno nordamericano, che oltre al “Goggia-day” ha celebrato anche il ritorno al successo della transalpina Tessa Worley, principessa delle porte larghe zavorrata nell’ultimo triennio da una sequela interminabile di infortuni, e ha confermato lo stato di grazia della ventenne piemontese Marta Bassino, quarta a soli due centesimi dalla compagna di squadra ma comunque felice dopo la grande giornata vissuta ad ottobre sul ghiacciaio di Soelden.

Ma ecco le parole di giubilo delle due portacolori azzurre. “Il podio non era neanche minimamente nelle mie previsioni – dice la “made in Bergamo” delle Fiamme Gialle (fonte portale FISI) – nella prima manche avevo tagliato troppo nei buchi che si erano creati sulla pista e in generale avevo fatto davvero troppi casini, nella seconda sono partita a tutta spingendo il più possibile e, pur con qualche sbavatura, è arrivato il risultato. Inaspettato anche perché faccio podio in gigante, disciplina nella quale sto di certo andando forte ma dove sono meno matura rispetto al superG. Non mi gaso più di tanto per questo podio, perché so che questo sport un giorno ti fa salire alle stelle e quello dopo ti fa rendere conto che non riesci ad andare avanti. Mi godo il primo podio e vivo alla giornata. La prossima gara è a Lake Louise e vedremo. Dedico questo giorno speciale a tutte le persone che mi vogliono bene – conclude Sofia – e a me stessa, perché dopo quattro interventi alle ginocchia voglio vedere chi si butta giù da una pista così”.

Se l’appetito vien mangiando, c’è da giurare che per questa 24enne il bello possa arrivare ora, con un occhio pronto per essere strizzato anche sui mondiali di St. Moritz del prossimo febbraio, dove sicuramente in gigante e in super-G potrà sicuramente giocarsi le sue carte. Dicevamo invece di Marta Bassino: nella giornata che ha visto 5 atlete italiane nei primi 9 posti della graduatoria, il suo quarto posto suona di conferma: “Siamo tutte lì, significa che il lavoro è stato fatto bene e che siamo sulla strada giusta. Chiaro che due centesimi, su una pista così me in queste condizioni, un po’ mi bruciano. D’altra parte sono sempre fra le prime e devo essere contenta. Dallo slalom di domani non mi aspetto nulla: non so nemmeno con che numero partirò. Vado in partenza e provo a sciare al meglio delle mie possibilità“. Per la cuneese ora si apre una fase nuova: raggiunto il primo semi-gruppo di merito in gigante, dovrà “testarsi” anche in altre discipline dove finora si è vista poco. Un passo alla volta, senza troppi patemi d’animo.

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