Sci, Goggia ancora da urlo in Francia. Maschietti col broncio in Gardena

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

sci
Donne col sorriso a 32denti, maschietti coi musi lunghi. Ha un doppio lato della medaglia questo sabato a 100 all’ora della Coppa del mondo di sci. In Val d’Isère, la terza libera femminile della stagione regala emozioni a frotte al clan azzurro. Se da un lato in Savoia si consacra la stella luminosissima di Ilka Stuhec, slovena, autentico ciclone di questo finale d’autunno nel circo rosa, continua anche il momento aureo di Sofia Goggia (foto), al suo sesto podio stagionale che le consente di farsi vedere negli specchietti retrovisori della leader della generale Mikaela Shiffrin: domani in superG tenterà uno storico sorpasso. In generale però, sulla Oreiller-Killy è tutto il drappello italiano a brillare. Non si può dire lo stesso della ciurma maschile, che in Val Gardena resta impigliata tra le mammelle della Saslong, che ci consegnano una gara incredibile con Max Franz che col pettorale n°26 beffa un Aksel Lund Svindal già pronto ad aggiornare il suo dorato palmarès, i cui podi ormai si contano a manciate. Il migliore in casa Italia è Innerhofer, ma purtroppo tutti gli azzurri sono distanti dal podio e fuori dalla top ten.

 

QUI DONNE.

Goggia. Immensamente Goggia. Fortissimamente Goggia. Vedere sciare la bergamasca è un benefico collirio per le pupille in questo autunno: pur partendo tra le primissime, la rivelazione di questo inizio di stagione paga nel tratto di scorrimento iniziale ma nel finale fatto di curve e compressioni dà spettacolo. Certo, in discesa la Stuhec ora ha un’altra marcia, ma già domani la Goggia cercherà di piazzare il primo sigillo in carriera. Tra la slovena e l’italiana si piazza Cornelia Huetter, a 28 centesimi dalla vincitrice e davanti di 4 all’orobica: grazie al giovane gioiellino l’Austria rompe un digiuno da podi che durava da 10 gare. Certifica invece il suo momentaccio la detentrice della “coppona” Lara Gut: fuori ieri in combinata, la vallese si infligge un vero e proprio harakiri finendo fuori anche nella discesa odierna. Dicevamo della grande prova di gruppo delle azzurre: dietro alla Goggia al quarto posto c’è una ritrovata Nadia Fanchini, seguita al quinto da Johanna Schnarf, la quale a sua volta ha alle spalle Elena Fanchini sesta. Con prestazioni simili scegliere il quartetto per la libera dei mondiali di St. Moritz sarà un’impresona (per carità, ad averne di questi grattacapi). Il più che discreto 14° posto di una non specialità come la Brignone completa il giubilo.

 

QUI UOMINI.

Gara folle sulle micidiali ondulazioni della Saslong in Val Gardena. Svindal mette subito in chiaro col pettorale n°5 che il crac al ginocchio dello scorso gennaio è solo un lontano ricordo. Gli italiani, con la sola eccezione di un discreto Innerhofer, annaspano: Fill pur sciando praticamente a casa accumula subito un ritardo incolmabile, Paris (sull’unica pista del circo bianco che mal digerisce) perde una vita sulle Gobbe del Cammello e al Ciaslat. Anche Mattia Casse dopo un avvio delizioso nel finale si perde. Chi invece azzecca la gara della vita è Max Franz: l’austriaco, reduce anch’egli da un infortunio nello scorso inverno, fa tutto benone, e pur perdendo qualcosa da Svindal negli ultimi 20 secondi di gara, gli finisce avanti per soli 4 centesimi. E’ il suo primo urrà in coppa. Terzo l’americano Nyman, che su questo tracciato va sempre come un missile.

C’è poco tempo comunque per le analisi: domani superG femminile sempre in Savoia e gigante sulla mitica Gran Risa in Alta Badia per gli uomini. Ci sarà da divertirsi.

  •   
  •  
  •  
  •