Sci, nudi per gareggiare: “Con il calendario paghiamo le spese”

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Succede che per praticare il tuo sport a livello professionistico e per dare sfogo alla tua passione, specie se non appartieni alla cosiddetta “prima squadra” l’esborso economico per sopperire alle ingenti spese logistiche, di organizzazione e di viaggio siano decisamente superiori alle tue disponibilità, atleta di “seconda fascia”, orfano di sponsor e denaro sufficiente a garantirti la possibilità di gareggiare.

Capita negli Stati Uniti, dove un gruppo di undici sciatori (sei uomini e cinque donne), per far fronte a questo problema ha scelto una strada già percorsa da molti, poco anticonformista, discussa, ma di interessante costrutto: un calendario. Nudi, non completamente, ma quasi, mentre si dilettano, ognuno in una disciplina, in discesa sugli sci, piuttosto che in sella ad una mountain bike, nelle più svariate parti del globo terreste, dalla Nuova Zelanda al Cile, dalla palestra di Park City allo Utah. Ovunque.

Un progetto denominato “Sotto la tuta: i corpi degli sciatori“, non visto di buon occhio dalla federazione, un idea nata dall’esigenza di fronteggiare le innumerevoli spese che gli sciatori non appartenenti alla prima squadra, si trovano costretti a pagare autonomamente, come ad esempio le spese di viaggio, che in genere vanno dai 15mila ai 35mila dollari l’anno. Ad aderire a questo piano di recupero fondi, anche atleti del calibro di Ted Ligety, due volte campione olimpico, Andrew Weibrecht argento in superG e Laurenne Ross,vincitrice della Nor-Am Cup nel 2010. Nomi importanti, gli unici se vogliamo, che nonostante non fossero parti lese dirette della questione, in quanto la federsci statunitense fornisca loro il supporto economico necessario, hanno voluto dare sostegno e aiuto al completamento dell’organico aderente all’iniziativa, formato praticamente solo da atleti ben meno noti rispetto ad altri della scuderia americana. Una selezione che può annoverare tra i propri sciatori gente come Lindsey Vonn, che per quattro volte è stata capace di vincere la coppa del Mondo e di Mikaela Shiffrin, attuale leader della generale. Numeri diametralmente opposti a chi, sta lottando per questa campagna, mettendosi a nudo, mettendosi in gioco, come la 27enne Alice McKennis Jacqueline Wiles. La prima ha vinto una discesa a St.Anton nel gennaio 2013 l’altra con solo una apparizione all’attivo tra le top10 nelle gare di Coppa disputate sin qui, è a caccia di una possibilità (e di fondi) per ritornarci.

Un idea nata, come spiega la Wiles, che, peraltro svela qual’è il  punto di arrivo, il traguardo da raggiungere, in seguito a problemi non nuovi: “La crisi ha ridotto sempre di più i finanziamenti agli atleti, che quindi si devono arrangiare. Quest’estate abbiamo cercato di essere creativi. L’obiettivo è raccogliere circa 110mila dollari con il calendario”. Creativi, forse fino in fondo non lo sono stati, ma d’altronde, di necessità si fa virtù e se oltre a ricavare il denaro necessario arrivano anche i consensi della gente, beh, tanto meglio: “Abbiamo avuto riscontri positivi anche da parte delle mamme preoccupate dall’anoressia. Sono foto sono di buon gusto e mostrano corpi sani e in ottima salute, quindi l’aggiornamento è che molti possano prenderci come modelli di comportamento, noi, che lavoriamo duramente per tenerci in forma. Penso sia davvero cool poter mostrare ai nostri fan e alle nostre famiglie le trasformazioni che subiscono i nostri corpi”.

 

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