Sci, Dominik Paris trionfa nella discesa libera di Kitzbuhel

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

sci
Batte un sole violento oggi sulla Streif. Di fianco a lui però il cielo è azzurrissimo. In quello che è il tempio sacro dello sci alpino l’Italia trova un’altra gemma nella storia dello sport con l’altoatesino Dominik Paris, che nell’albo dorato della gara di sci più avvincente, mirabile e lucente del globo succede al suo compagno di squadra Peter Fill, beffato dalla giornata di grazia degli avventori d’Oltralpe Giroud Moine e Clarey, bravi a issarsi su un podio pressoché impensabile appena messo il muso fuori dal cancelletto di partenza.

La sostanza però non cambia: sulle sontuose montagne di Kitzbuhel, nel cuore del Tirolo, sventola fierissimo ancora il tricolore. Un anno fa partì da qui la rincorsa di Fill alla coppa del Mondo di discesa libera. Quest’anno i passaggi da brivido della Streif ci hanno prima riconsegnato un campionissimo come Innerhofer ieri in superG, e oggi consacrano il talento tecnico e fisico di “Dome” nel gotha del discesismo mondiale, a quattro anni dal suo primo urrà su questa pista da far tremare i polsi. La prova dell’altoatesino è vicina alla perfezione: un falco sulla Mausefalle, primo volo dopo pochi secondi di gara, Paris costruisce il suo capolavoro dalla Stailang in poi, quando va spedito nella stradina (15 secondi di puro scorrimento) e pennella i curvoni successivi con un mix di precisione e potenza che nessuno a questi livelli può permettersi. L’immissione nello schuss finale preannuncia il giubilo, mentre nel “leader corner” sorride rassegnato Peter Fill pronto a lasciare il gabbione al compagno di ciurma.

La mezzora seguente è pura sofferenza. L’austriaco Kriechmayr è un “Beato Angelico” che dipinge letteralmente le curve, ma una sbavatura nel finale lo relega distante dal duo italico. L’elvetico Feuz è avanti per tutta la discesa a Paris, ma fa harakiri nell’Hausbergkante finendo dritto nelle reti (senza conseguenze per fortuna). Ottimi pure l’altro svizzero Janka e il canadese pazzo Guay, ma anche loro si arrendono ai tempi degli azzurri. Spezzano solo a metà l’incantesimo come detto i non pronosticati francesi, che pescano il jolly con buona pace di Peter Fill ma senza impensierire il più giovane suo compagno. Sfortuna nera invece per Mattia Casse, fermato dalla bandiera gialla a metà percorso poiché non sono state rimesse a posto le reti dopo la caduta dell’atleta sceso prima di lui. Si tratta del successo numero 7 in carriera per Paris, il terzo su questa leggendaria pista (il secondo in libera): in vista delle prove veloci iridate ora la squadra azzurra fa paura da matti a tutta la schiera di pretendenti alle medaglie.

Nel week end prossimo Innerhofer, Paris e Fill concluderanno la loro messa a punto a Garmisch, dove di libere ne sono in programma due: c’è ancora polpa da poter mettere in dispensa considerando lo splendido momento di forma del terzetto. Intanto però, la giornata odierna finisce nella lucente bacheca: nel mondo dello sci, è noto, vincere a Kitz equivale a una medaglia olimpica. L’Italia per il secondo anno consecutivo si porta a casa la più bella e ambita delle gare del circo bianco. Niente non è.

  •   
  •  
  •  
  •