Sci, Lindsey Vonn epica. Che vittoria nella discesa libera di Garmisch

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Non chiamatela più Lindsey Vonn. Chiamatela “gagliarda”, anzi gagliardissima. E’ complicato riuscire a raccontare quanto la Coppa del Mondo di sci oggi: nella discesa libera di Garmisch Partenkircken, sulla pista probabilmente più complicata dell’intero circo rosa, va in scena l’ennesima resurrezione a stelle e strisce. Bagnata a dovere con lacrime a frotte e champagne a fiumi, naturalmente. Come è giusto che sia. La fuoriclasse di St. Paul conquista la sua 77esima vittoria in Coppa in carriera, la 39esima (sì, avete letto bene) in carriera, e mette nel mirino il record mirabile di Ingmar Stenmark (86 i successi del dioscuro svedese di Tarnabee). Le chiacchiere stanno a zero: dopo 12 mesi di peripezie fisiche, la Vonn torna sciando sulle uova e alla seconda gara centra il successo. Facile facile, come bersi un bicchier d’acqua. Con buona pace delle avversarie, costrette a mollare la Kandahar col broncetto di chi è consapevole che con l’americana in circolazione, nelle prove veloci di trippa per gatti ce n’è sempre pochina.

E non avversarie qualunque: ad arrendersi alla regina a stelle e strisce c’è Lara Gut (seconda a 15 centesimi di ritardo), che fino a prova contraria rimane sempre la detentrice della sfera di cristallo, e Viktoria Rebensburg (comunque ottima terza), sultana di casa che conosce ogni millimetro del tracciato tedesco. Non solo. La Vonn lascia ai piedi del podio anche le due garibaldine dominatrici delle prove cronometrate Ramona Sibenhofer e l’azzurra Sofia Goggia, rispettivamente quarta e quinta, non precise in materia di linee come nei giorni scorsi. Poco male: domani c’è il superG, e una ghiotta occasione per rifarsi.

Dunque incommensurabile Vonn. Sembra ieri di essere sul pendio andorrano di Soldeu, dove l’inverno scorso scese con una microfrattura al ginocchio. Quel “crac” non gli permise di contendere fino all’ultimo la coppona alla Gut, ma senza perdersi troppo d’animo lei rilanciò giurando a tutti i suoi migliaia di fans in tutto il globo che sarebbe tornata. Quest’autunno pareva tutto pronto, ma un infortunio balordo al braccio rimediato dopo una banalissima caduta in allenamento ha demolito di nuovo tutte le uova nel suo rigoglioso paniere. Ultimi mesi dunque di rincorsa, e sette giorni fa ad Altenmarkt il ritorno.

Benino, mi son trovata bene” – le sue parole all’esordio, dopo una gara buona ma non certa da far stropicciare gli occhi ai suoi allenatori. A Garmisch, in Baviera, la star risorge: un razzo nella parte alta, da metà in poi si limita ad amministrare come un computer. Dopo di lei solo la nostra Goggia può impensierirla, ma la bergamasca si incaglia nelle prime 5-6 porte proprio dove la Vonn è un missile, e alla fine i centesimi di ritardo sono 88. Il mondo dello sci celebra il ritorno della più grande di tutto: l’americana è la dimostrazione plastica che con la determinazione feroce tutto si può. E ora ci si avvicina a larghe falcate verso i mondiali di St. Moritz, dove questa immane campionessa diventa uno spauracchio autentico per tutte: se scia come oggi, strapparle dal collo una medaglia nella prova regina sarà complicatissimo, calcolando che sulla pista elvetica ha vinto la bellezza di 5 gare in passato.

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