Sofia Goggia, questo è solo l’inizio

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


La faccia felice, la promessa di un brindisi che duri tutta la notte: l’impressione a sentir parlare Sofia Goggia appena dopo la medaglia di bronzo conquistata nello slalom gigante nei mondiali di sci alpino di St. Moritz è che con questo tanto agognato podio abbia stappato un tappo fatto di ansie, paure e attese e che non poteva più essere chiuso. Una bella storia la sua, che parte da lontano e arriva fino a ieri. Ma per non fermarsi qua: il bronzo è infatti stata solo una tappa di passaggio. Un percorso cominciato da piccolissima, sulle valli del bergamasco dove è nata e cresciuta. Classe ’92, a pochi anni già con gli sci ai piedi, per emulare il fratello maggiore. Ben presto la passione è rimasta, ed è aumentato invece il carico di lavoro e gare: e così dalle piste della vicina Foppolo presto si è dovuta spostare ogni domenica in giro per l’Italia. Coltivando sempre il suo sogno di diventare una grande sciatrice. Le domeniche fuori casa non hanno intaccato né i suoi studi, e né rimpiange le serate di libertà.

Lo sport è sempre stato al primo posto. E i risultati non hanno tardato ad arrivare. Nel 2008 esordisce nella coppa Europa, circuito internazionale secondo per prestigio solo alla coppa del Mondo. Nella stagione 2009/10 partecipa stabilmente alla competizione, facendosi notare soprattutto nelle gare di velocità(il ventiduesimo posto nella discesa libera sarà infatti il suo miglior risultato); e nella stagione 2011/12 viene convocata per alcune tappe della coppa del Mondo con la rappresentativa italiana. Aggregata sempre più spesso, Sofia Goggia ne farà parte stabilmente a partire dall’annata 2013/14. Ma proprio quando la carriera sembrava in ascesa, ecco il gravissimo stop: il 7 dicembre si infortuna al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. La sofferenza, pur pesante, non è niente in confronto all’amarezza di dover chiudere la stagione con largo anticipo e mettersi ai box, non si sa per quanto tempo. Per non stare completamente fuori dalle piste, la Goggia commenta per la Rai la coppa del Mondo. Ma la sua è una passione che brucia e solo il contatto diretto con il ghiaccio la può sublimare.

Dopo un tale infortunio serve coraggio per ricominciare a buttarsi nelle discese. Ma Sofia Goggia lo possiede; e insieme a questo tanta determinazione per il recupero. A maggio dell’anno seguente il ritorno in pista: va tutto bene fin quando, nel gennaio 2015 non gli viene trovata una cisti al ginocchio che ne causa un ulteriore forzato stop. Ma ancora una volta ha la forza per superare le difficoltà e nella stagione 2015/16 completa la sua prima coppa del Mondo. E la discesa è veramente libera verso i mondiali del 2017 a St. Moritz. Qui altre delusioni però: con il decimo posto nel supergigante e soprattutto il quarto nella sua specialità, la discesa libera. Ma proprio all’ultima cartuccia da sparare, Sofia Goggia fa centro(e la metafora balistica gliela rubiamo volentieri): nello slalom gigante è terza. La prima medaglia ai mondiali, la prima medaglia per la spedizione azzurra che ha fatto incetta di medaglie di legno, senza mai finora trovarne una di un qualche metallo. Ma ora la discesa continua. Sì, perché il prossimo anno saranno in programma le olimpiadi invernali. E Sofia Goggia è il presente, ma anche il futuro. La punta di diamante su un pendio ghiacciato.

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