Kitesurfing, sport estremo per beneficenza [VIDEO]

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

Kitesurfing, sport estremo per beneficenza [VIDEO]

Quest’estate otto kiter hanno attraversato 1237 km di barriera corallina per raccogliere fondi per la ricerca medica. Oltre a mettere insieme più di 100.000 dollari per il Dipartimento Motor Neuron Disease Research Centre dell’Università di Macquarie, hanno anche stabilito il record mondiale di distanza percorsa in kitesurf. La spedizione ha attraversato la parte più inesplorata della barriera corallina nel Queensland in Australia e il gruppo ha navigato per otto giorni consecutivi nove ore al giorno, rimanendo complessivamente 61 ore sulla tavola da surf trasportata dal vento. Come scrive David Ingiosi sul portale Kitesurfing.it, il gruppo è partito da Vlasoff Reef utilizzando sia surfini che tavole twintip ed è arrivato a Cape York navigando per oltre nove ore al giorno. I kiter erano supportati da elicotteri e barche e non hanno riscontrato particolari problemi o infortuni durante la traversata. È disponibile qui sotto un estratto del video di questa impresa estrema compiuta dai kiter provetti Phil Barton, Jesse Richman, Jason Rogers, Nicholas Cole, Richard Hatherall, Jess Digs, Nick Levi e Alex Unsworth.

Il kitesurfing è una disciplina recente

Il kitesurfing è uno sport nato alla fine degli anni ‘90 ed ancora poco diffuso in Italia. Si pratica con una tavola da surf legati ad un aquilone con dei cavi lunghi circa 25 metri mediante i quali ci si lascia trasportare dal vento sul pelo dell’acqua. I più esperti raggiungono velocità incredibili e compiono salti ed evoluzioni con la tavola, tuttavia per riuscire ad arrivare a questi livelli bisogna frequentare dei corsi molto approfonditi che si occupano sia della tecnica sportiva che della teoria dei venti e delle correnti. Rispetto al windsurf, il kitesurf si può praticare anche quando il vento è debole, perché bastano 12 nodi per alzare l’aquilone e muoversi. La prima cosa da fare per avvicinarsi a questo sport è quella di contattare una scuola: non è possibile imparare da soli una pratica sportiva che comporta delle conoscenze così specifiche e dei rischi non indifferenti.

Il kitesurfing è uno sport estremo adatto a tutti

Se è praticato rispettando tutte le regole di sicurezza, il kitesurfing non è pericoloso e, come per tutti gli sport del mare, diventa uno stile di vita. Sono sempre di più i ragazzi che rimangono affascinati dagli aquiloni sul mare che si vedono sempre più spesso lungo le nostre coste, ma questo sport può essere iniziato a tutte le età, basta avere tanta voglia di imparare e un po’ di spirito di avventura. Iniziare un corso con un istruttore riconosciuto è il primo passo per capire se è veramente così bello e facile come sembra. Le scuole sono parecchie in tutta Italia e, almeno nelle zone di mare e intorno ai laghi, ce n’è sempre qualcuna. Tutte le associazioni offrono l’attrezzatura da utilizzare, che è piuttosto costosa perché consiste in una tavola, un aquilone, e tutti gli strumenti di sicurezza, compreso il casco e la muta.

Il kitesurfing non è uno sport economico

Come tutti gli sport, anche questo ha bisogno di un po’ d’investimento. La parte più costosa è rappresentata dall’aquilone che non costa meno di 1000 euro, perché deve essere completato da numerosi fattori che determineranno la velocità e la sicurezza del kiter. Al secondo posto in ordine di prezzo c’è la tavola da surf che naturalmente deve essere il più possibile leggera e di qualità. Le altre cose da acquistare solo la muta, il trapezio e il casco, che hanno dei costi nell’ordine di due-trecento euro. Solitamente si comincia acquistando materiale usato, che abbonda e si paga grosso modo la metà di quello nuovo. Bisogna calcolare anche la svalutazione dei prezzi, perché quando andremo a rivendere la nostra attrezzatura ne ricaveremo circa la metà di quanto l’abbiamo pagata.

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