Bungee Jumping incidenti mortali [video] o sport sicuro?

Pubblicato il autore: Al Rey

Bungee Jumping incidenti mortali <p data-wpview-marker=

Sono stati tanti i Bungee Jumping incidenti mortali in Italia e all’estero, tuttavia viene considerato uno sport sicuro ed è praticato da molti appassionati

Il Bungee Jumping ha provocato numerosi incidenti mortali ma non più di altri sport estremi ed è regolamentato da severe norme che ne tutelano la sicurezza. Dal primo incidente mortale in Italia avvenuto nel 2002 a due ragazzi che si erano lanciati insieme, è stato vietato il lancio in coppia ed è nato il SISE, acronimo di Standard Italiano Salto con Elastico; tutti i dispositivi utilizzati devono essere rigorosamente certificati e dotati di sistema AES (Anti Elongation System), che impedisce agli elastici di allungarsi troppo. I Bungee Jumping incidenti sono diminuiti molto dalla nascita della disciplina nel 1995, vi sono stati anche diversi incidenti non mortali, tuttavia considerando le centinaia di migliaia di salti che si fanno ogni giorno in tutto il mondo la percentuale non è più elevata rispetto ad altri sport. Il salto con l’elastico è nato prendendo spunto dal rituale di iniziazione dell’Isola di Pentecoste nella Repubblica di Vanuatu, un arcipelago dell’oceano Pacifico in Oceania. I primi elastici da lancio vennero costruiti nel 1993 e consistevano in rudimentali corde di caucciù, allora il Bungee Jumping era illegale. In seguito l’attrezzatura è stata perfezionata e oggi l’elastico è fatto con materiali che offrono sicurezza totale per circa 500 lanci, dopodiché devono essere cambiati. L’imbracatura è fabbricata in tessuto ad altissima resistenza e fissato tramite dei moschettoni all’elastico attaccato alle caviglie e a un fissaggio da alpinismo legato al bacino e al torace attaccato alla corda di sicurezza.

Bungee Jumping incidenti mortali

La lista dei Bungee Jumping incidenti purtroppo è lunga, a partire da quello capitato alla turista australiana Erin Laung Worth, che la notte di Capodanno del 2012 si è lanciata dal ponte Victoria Falls sul fiume fiume Zambesi al confine tra Zimbabwe e Zambia e la corda elastica si è rotta. Fortunatamente il fiume ha attutito l’impatto e la ventiduenne dopo un volo di 111 metri è riuscita a liberarsi le gambe dall’imbracatura e ha nuotato attraverso le rapide riuscendo a salvarsi. È andata peggio nell’estate del 2015 a due ragazze in vacanza in Spagna, una ventitreenne inglese è morta saltando dal ponte di Tablate, vicino a Granada a luglio e una diciassettenne olandese ha fatto il suo ultimo volo dal viadotto dell’autostrada A8 in Cantabria un mese dopo, schiantandosi 40 metri più in basso sulla parte asciutta del fiume Cedeja. Il primo incidente mortale in Italia si è verificato l’1 maggio del 2002 presso il Centro le Marmore dell’Associazione Jumping di Arrone in provincia di Terni. L’impianto stava chiudendo, ma due ragazzi, Alberto Galletti di 25 anni e Tiziana Accorrà di 26, hanno voluto saltare lo stesso, buttandosi in coppia e schiantandosi sul greto del torrente. I due sono precipitati da un’altezza di 100 metri e il gestore dell’impianto è stato accusato di omicidio colposo perché non aveva assicurato bene i moschettoni all’imbracatura.

Bungee Jumping incidente della sopravvissuta Erin Laung Worth

Questo è il video del salto che ha fatto la ventiduenne australiana Erin Laung Worth: l’elastico si è rotto ma lei si è miracolosamente salvata.

https://youtube.com/watch?v=LcRMFdf2Mqc

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