Record di velocità in salita sul monte Eigher: il campione è lo svizzero Ueli Steck

Pubblicato il autore: Daniela

TrentiniEiger-P.Moser-IMG_4245Nuovo record in alpinismo raggiunto da Ueli Steck: battendo il precedente risultato del connazionale svizzero Dani Arnold, il 16 novembre 2015 è riuscito a scalare la parete nord dell’ Eigher in suolo Svizzero, in sole 2 ore, 22 minuti e 50 secondi; risultato che batte il precedente tenuto da Arnold nel 2011 di ben 6 minuti. La “camminata in parete” è cominciata dieci minuti prima delle nove del mattino, e si è conclusa prima che tutti sia aspettavano. Da non sottovalutare poi il fatto che la parete nord dell’Eigher, anche se tratto di montagna poco conosciuto al mondo, non è affatto una passeggiata. In particolare, le condizioni sono oltremodo proibitive, con muro in parte composto da uno spesso strato di ghiaccio e con presenza di frane di neve e rocce che scendono giù di continuo. Altro fattore determinante e che crea grandi difficoltà, è  l’altezza che raggiunge all’incirca i 1800 metri con pendii ghiacciati che in inverno possono arrivare a temperature molto rigide. Steck in una recente intervista ha dichiarato, nonostante le difficoltà del posto soprattutto nella fredda stagione autunnale, che la scalata, rispetto a un’altra sullo stesso monte sempre da lui compiuta nel 2008, è stata relativamente semplice, quasi una “passeggiata”. Tutto dovuto, come da lui stesso dichiarato, dal sentiero che, rispetto alla volta precedente, era battuto, c’erano “appoggi” per immetterci le corde da alpinista cosicchè la strada poteva risultare sensibilmente più agevole. Da evidenziare anche le condizioni di temperatura, ottimali per un metà novembre e il fatto che la parete rocciosa risultava in condizioni abbastanza buone, tanto da consentire un percorso comunque tranquillo. Lo svizzero è stato anche “supportato” da un’attrezzatura in spalla alquanto leggera: nel suo zaino infatti c’erano soltanto scarpe per la discesa, mezzo litro d’acqua da bere, qualche gel energetico e quattro metri di cordino, che in effetti non sarebbero nemmeno stati utilizzati. L’alpinista inoltre era relativamente tranquillo nel compiere la sua salita, con battiti cardiaci, ovviamente monitorati, che non arrivavano nemmeno a 160, diversamente da quanto accaduto nel 2008 in cui gli stessi potevano arrivare anche a 190. Ueli ha anche affermato che ha voluto compiere questo sforzo per una mera curiosità e per verificare quanto fosse differente compiere un’impresa del genere in condizioni “forse” più agevoli, dato che il sentiero battuto consentiva un uso migliore delle strumentazioni in suo possesso. Dunque nonostante la scalata fosse alquanto ripida, il campione è riuscito comunque a compierla in grande velocità, battendo ogni record in questo 2015 fino a ora raggiunto. Da non dimenticare che il percorso, ovviamente quello camminato e più in basso, rappresenta una delle mete predilette dei sentieri svizzeri per i turisti durante la bella stagione, quando le condizioni climatiche piacevoli consentono anche una bella e salutare passeggiata. Traversata che non è certo tale se fatta in inverno e scalando una parete rocciosa ghiacciata soltanto per sfidare se stessi anche se meteo e montagna “regalavano” grandi vantaggi. Tutto questo, compiuto nonostante l’alpinista avesse in passato garantito che non avrebbe mai compiuto in futuro, imprese di questo genere. Quando si dice “l’ amore per gli sport estremi è qualcosa di davvero difficile da capire”!

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