Armin Holzer, atleta di Bolzano muore praticando parapendio

Pubblicato il autore: Daniela

Holzer
Morto Armin Holzer, originario della Val Pusteria, Bolzano, a seguito di un terribile incidente mentre praticava uno tra gli sport estremi da lui praticati: il parapendio. La vicenda è successa il cinque dicembre, ma la notizia risuona ancora tutt’oggi, sottolineando la pericolosità della “sfida alla natura” e dei rischi, spesso tenuti troppo poco in considerazione, degli sportivi. L‘atleta ventottenne si era lanciato assieme a un suo collega quel giorno per atterrare sul monte Piana ai confini tra il Veneto e il Trentino Alto Adige. Un volo, quello con il parapendio, che Armin stava per compiere e che avrebbe dovuto procurargli gioia e adrenalina… invece si è rivelato cruciale, ma solo per lui. Entrambi si sono buttati nel vuoto a 2270 metri di altezza, ma soltanto Armin non è riuscito a “planare” a terra. Il primo infatti non ha avuto problemi a aprire il paracadute e giungere sano e salvo sulla superficie frastagliata della montagna. Per Holzer le cose sono andate diversamente. Forse un blocco al sistema, una piccola perdita di controllo della vela avvenuta subito dopo il lancio. Armin, anzichè cadere dolcemente sul monte Piana, è andato a sbattere tra le rocce. Subito dopo l’incidente, il compagno non notando la risalita dell’altro e verificato che si trovava in un punto inavvicinabile per poterlo raggiungere, ha subito chiamato il 118. Giunti sul posto con un elicottero poco distante, sfortunatamente i sanitari non hanno potuto fare altro che trasportare in barella la salma fino a valle. Il ventottenne di Bolzano era conosciuto come uno tra i più grandi e spericolati campioni di sport considerati pericolosi. Deteneva uno tra i record di slackline, ossia camminare sulle corde tese tra due estremi di cime altissime e tutto senza alcuna protezione: aveva camminato su corde a 5000 metri di altezza tra i monti della Cina Lavaredo e Marmolada. Il suo sport preferito era proprio lo slackline e, secondo alcuni amici, si divertiva a praticarlo spesso. Ma non solo. Il “biondo abbronzato” dai capelli raccolti e sempre pronto a regalare un sorriso, come mostrato da diverse foto, praticava anche arrampicata, snowboard e sci e gli riusciva tutto molto bene senza sforzi enormi. Ultima ironia della sorte è che, solo tre giorni prima l’accaduto, aveva postato su facebook una discesa molto pericolosa, ma forse (sicuramente?) per lui carica di “adrenalina”, di speedriding (un misto tra parapendio e sci) proprio tra le gole del monte Piana. La montagna fatale che purtroppo gli è costata troppo cara. Tragico scherzo del destino, l’altoatesino solo pochissimo dopo si è schiantato sullo stesso monte ai confini dell’Italia, proprio quello che poco prima aveva “osato” sfidare. Ricordiamo che non è il primo tra questi atleti che affrontando la morte alla fine ne rimangono  irrimediabilmente travolti. Forse per loro superare i limiti dell’uomo rappresenta una sfida, una dura battaglia piena di energia cui forse non si può mai rinunciare. Probabile, eppure per ora solo congetture. Intanto un giovane sportivo, nemmeno trentenne, per”passione” ha perso la vita. Come detto non è il primo… E non sarà certamente l’ ultimo.

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