Intervista esclusiva a Jacopo Bugatti per SN: “Provate lo Stand Up Paddling … poi mi direte!”

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui

Jacopo Bugatti

Intervista esclusiva a Jacopo Bugatti. Di recente abbiamo contattato Jacopo Bugatti, campione di Stand Up Paddling reduce dalla traversata dell’Adriatico, per concederci un’intervista. Queste sono le sue esaurienti risposte alle nostre curiose domande.

Presentati ai nostri lettori brevemente
“Nato nel 1967 ad Ancona, sposato con Giovanna dalla quale ha avuto 3 figli: Matteo, Nicolò e Matilde. Ho maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ho occupato i ruoli di Area Manager, Brand e Marketing Manager, Direttore Vendite, Direttore Commerciale Italia. Attualmente sono Direttore Commerciale Italia dalla Cosmic del Gruppo Roca Sanitari ( Spagna )”

Hai praticato altri sport oltre il surf?
“Pratico il windsurf dall’età di 13 anni, ho partecipato a molte regate tra gli anni 80/90 organizzando inoltre l’unica tappa, svoltasi ad Ancona nel 1995, di selezione al PBA (Professional Boardsailing Association). Nel ‘95 a causa di un brutto infortunio, che mi costringe ad una lunga riabilitazione, conosco la MTB (Mountain Bike). Da qui son diventato uno dei maggiori esponenti italiani, vincendo prestigiose gare a livello regionale e nazionale, partecipando inoltre al primo Mondiale Maraton nel 2003 concluso con una brillante prestazione. Durante il periodo invernale vivo a Cortina d’Ampezzo dove pratico con ottimi risultati lo sci d’alpinismo, disciplina con la quale ho partecipato con successo alle prime due edizioni della 24 ore no-stop Skialp24. Allenato costantemente dall’olimpionico Giorgio Morbidelli il 21 Giugno 2014 ho attraversato l’Adriatico in solitario no stop con il Sup, impiegando il tempo di 22 ore e 50 minuti per percorrere 122 Km, a quel tempo la distanza più lunga al mondo mai percorsa in una sola giornata.”

Quando arriva la passione per il SUP?
“Come spesso mi è accaduto, anche questa è arrivata dopo un lungo periodo di stop dovuto ad un’ernia lombare, e per rimettermi in forma …. ho esagerato un pochino!”

Bugatti durante una sessione d'allenamento

Bugatti durante una sessione d’allenamento

Spiegaci cos’è la SUP e quali sono le differenze da una normale tavola da surf?
“SUP è l’acronimo di “Stand Up Paddling”, è un’antica forma di surf, e secondo i diari di James Cook, alcuni residenti delle isole Hawaii, nella fine del 1700, navigavano in posizione eretta su grosse tavole spinte da un solo remo. La differenza principale tra una tavola da SUP e una tavola classica da surf, è sicuramente la dimensione. La tavola da SUP, difatti, può raggiungere lunghezze fino al triplo di una normale tavola da surf da onda, ciò permette ovviamente una maggiore stabilità, ed un più facile utilizzo. Il corpo si mantiene in posizione eretta ed ha la funzione, attraverso un remo che alternativamente viene utilizzato a destra e a sinistra, di spingere in avanti la tavola. Questa tipologia di tavole si presta pertanto a molteplici utilizzi, sulle onde come per il surf tradizionale, per coprire lunghe distanze, per un utilizzo turistico e per un utilizzo ricreativo adatto a tutta la famiglia.”

Quante ore dedichi all’allenamento?
“Mediamente circa 2 e mezzo al giorno, divise tra Bici, Corsa a piedi, Palestra e Sup.”

Una cosa che non abbiamo mai chiesto prima: come riesce uno sportivo a conciliare sport e famiglia e quanto aiuta la presenza della famiglia nella tua disciplina?
“Facendo tanti sacrifici! Sveglia presto la mattina per fare allenamento prima di andare a lavorare, e la sera dopo il lavoro, diciamo che rimane poco tempo libero, ma i figli oramai sono grandi e mia moglie soprattutto ha una grande pazienza (spesso si allena con me in palestra). Sì, perché ho fatto una palestra di circa 40 mq nel mio garage, questo perché ogni momento libero può essere buono per allenarsi.”
DCIM100MEDIADJI_0426.JPGNel SUP quanto conta la forza mentale e quella muscolare? Più l’una o l’altra o entrambe?
“Penso che per compiere un’impresa sportiva, qualsiasi essa sia, le due cose si equilibrino molto. Si passa molto tempo da soli sia durante la preparazione che durante l’impresa stessa, pertanto devi essere sempre in grado di raschiare il barile sia come forza mentale che muscolare. Arrivi a trovare un insieme di risorse che forse nemmeno pensavi di avere, comprendendo anche quella grande battaglia con quella voce che risuona nella tua testa che ti dice che non ce la farai, ma che altro non è che una forma di autoinganno per evitare la sofferenza fisica, per non superare i propri limiti che tutti naturalmente tendiamo a imporci in un’ottica conservativa, ma che non necessariamente coincidono con quanto potremmo ancora dare o fare.”

In ambito sportivo la Red bull sponsorizza parecchi sport estremi.  Se ti venisse proposto di fare qualcosa di estremo per la tua disciplina lo faresti e cosa?
“In realtà la Red Bull appoggia già la mia impresa, https://www.redbull.com/it/it/adventure/stories/1331798998583/sup-jacopo-bugatti-tenta-il-record-nell-adriatico
Sicuramente la mia non può considerarsi del tutto spettacolare, ma estrema direi proprio di si! Passerò circa 40 ore in acqua senza potermi riposare o sedere sulla tavola per più di 5 minuti nell’arco di ogni ora! Direi che ci può stare no?”

Oltre all’Italia quali altri nazioni hai conosciuto nel praticare la tua disciplina?
“Con il Windsurf ho girato molto: Portogallo, Marocco, Francia, Turchia. Con la bici anche, ma con il Sup molto meno… solo l’Italia, resta però ancora il sogno delle Hawaii dove non sono mai stato (spero di poter raccontare che la mia nuova impresa sarà proprio l’attraversamento del canale di Molokai).”

Raccontaci le emozioni che si provano durante l’esercizio.
“L’esercizio è molto completo, tutte le parti del corpo sono molto interessate, basti pensare che partendo dai piedi, che stanno appoggiati sulla tavola, devi sviluppare il senso dell’equilibrio collegando ambiente esterno e quello interno al corpo, cioè la propriocettività, poi le gambe hanno un ruolo fondamentale perché ad ogni remata corrisponde un mezzo squat, l’addome ed i lombari (nello specifico il core) sono sollecitati continuamente, mentre spalle e dorso sono il motore. Quindi come puoi immaginare è un esercizio completissimo.”

Veniamo alla traversata dell’Adriatico. Qual era il record da stabilire e le tue impressioni?
“Al tempo (2014) non mi interessava nessun record, era una soddisfazione personale, fare qualcosa che mi gratificava cercando un mio limite. Poi l’invidia, le malelingue, hanno messo in dubbio che lo avessi realmente fatto, questo ha scatenato la belva che ho dentro, quindi nasce la sfida con la ricerca del record ufficiale.”

Qual’è la distanza maggiore che hai percorso con la SUP?
“Ovviamente 122 Km nel tratto tra Sakarun (Croazia) e Portonovo (Italia) durante la precedente traversata. In allenamento faccio spesso distanze attorno ai 40 Km in circa 5 ore.”

La dieta fondamentale da seguire per questo sport?
“In tutti gli sport, la dieta rappresenta una parte fondamentale della buona riuscita. Una vita sana e pasti equilibrati sono la base non solo dello sport ma della salute in generale, non a caso si dice: “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei!”

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Cosa consiglieresti agli amatori che vogliono cimentarsi nella tua disciplina? Ai giovani in particolare?
“Una cosa su tutte, il Sup purtroppo è una di quelle discipline dove si pensa che si possa imparare da soli. Cosa ci vuole ?! Sto in piedi e remo, questo è il luogo comune. E’ come per correre a piedi! Metto le scarpe e vado! Poi ne vedi di tutti colori; Gente che rema al contrario, pagaie troppo basse, pagaie troppo alte, movimenti che spaccano la schiena, insomma un po’ di tutto. Quindi come in tutte le cose mettiamoci umiltà, almeno per i movimenti fondamentali, vedrete che vi tornerà utile e soprattutto la vostra schiena ve ne sarà grata.”

Una domanda fondamentale per chi pratica sport è l’argomento doping. Cosa ne pensi e credi che sia presente in certi casi nella tua disciplina?
“Questo è un argomento molto delicato, nella mia disciplina non penso. Sono i grandi interessi economici o mediatici che principalmente portano al doping. Lo sport in generale non è doping! È tutto quello che ci gira intorno che lo rovina.”

Cosa si prova mentre si va su una Stand Up Paddle?
“Non voglio banalizzare il tutto dicendo che è fantastico, bisogna provarlo! L’andatura ridotta, la posizione eretta, il silenzio, l’acqua limpida, tutto ti permette di apprezzare cose da un punto di vista tutto suo, direi unico! Provate… poi  mi direte!!!”

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Per questa intervista ringraziamo Jacopo Bugatti per la sua infinita disponibilità e tempestività nel rispondere alle nostre domande in esclusiva per SuperNews.

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