Il dodsing, sport estremo nato in Olanda

Pubblicato il autore: Daniela Segui

dodsingUn nuovo sport estremo sta spopolando negli ultimi anni in Norvegia: il dodsing letteralmente tradotto il “tuffo della morte”. In pratica i partecipanti devono tuffarsi in piscina da una piattaforma, più alta è meglio è, e restare quanto più possibile in aria con la pancia parallela all’acqua prima di assumere la posizione più consona al tuffo. Una bella difficoltà dato che se non si riuscisse correttamente nell’impresa si potrebbe dare una bella “panciata” all’acqua con conseguenze più o meno gravi. Dunque a essere premiato in questo sport è non solo chi riesce a stare quanto più può in aria in questa posa pericolosa, ma anche chi riesce a farlo saltando da quanto più in alto può e compiendo acrobazie… Sono pazzi? Secondo i praticanti no, è solo un modo di divertirsi praticando uno sport estremo i cui rischi sarebbero, secondo loro al minimo. “E’ sia divertente che sfidante. È bello spingere un po’ il limite, sentire l’adrenalina. Perché dover fare quello che fanno tutti gli altri?”, ha affermato in merito Arne Veim Haugland uno dei praticanti. La disciplina è nata in Olanda diversi anni fa all’incirca negli anni’60. Dapprincipio si trattava di un gioco tra amici amanti del pericolo fino a diventare una vera e propria pratica con tanto di gare mondiali. Il primo torneo di dodsing si tenne nel 2008, ma non riscosse molto successo: vi parteciparono all’epoca soltanto 6 persone con un numero di spettatori pari a dodici. Probabilmente all’epoca non riscosse il successo sperato, restando circoscritto in patria, ma con il passare del tempo le cose sarebbero cambiate. Oggigiorno infatti è nata un’associazione specifica per gli amanti del dodsing e non solo: il numero dei concorrenti, nelle ultime recenti gare internazionali, è salito a cento con all’incirca un migliaio di spettatori. Certo è che in Europa per poco o per niente si parla di dodsing. E’ uno sport che sicuramente ancora deve prendere forma, anche se gli appassionati aumentano di anno in anno. In Italia per nulla si sente parlare di “tuffo della morte”. Sicuramente è una bella responsabilità lanciarsi a mò di panciata da 10 metri su una piscina, cercando di “recuperare forma” anche a pochi centimetri dall’acqua. I rischi di quest’azione, se non si è abbastanza allenati, sono davvero elevati. Si potrebbero avere lesioni gravi allo stomaco, o nel peggiore dei casi, anche emoragie interne. Sicuramente non si chiamerebbero “sport estremi” se non ci fosse un’alta percentuale di rischio, ed è proprio quello che farebbe crescere quell’adrenalina che spinge a praticarli. Fatto sta che, nonostante il dodsing sia in “circolo” da decenni, in Europa e negli States, per niente se ne sente parlare. In Olanda ha raggiunto un discreto successo, anche se dopo circa un cinquantennio, ma parlare di “fama mondiale” è ancora troppo presto. Un centinaio di atleti presenti per una competizione internazionale, sono senza dubbio poca roba. Almeno per ora. Come il parapendio, il bungee jumping o altro ancora, non si esclude che molto presto si sentirà parlare anche di questo. Forse basterà soltanto attendere ancora.

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