Cinquantenne russo nuovo campione nel Base Jumping

Pubblicato il autore: Daniela Segui

8842e93b3857aa65f198c8c31495634a6eadc6f1Impresa tanto titanica quanto spettacolare per un basejumper cinquantenne di origine russa, Valery Rozov. In pratica il 05 ottobre scorso si è lanciato dal monte Cho Oyu a 7700 metri dal suolo per poi arrivare a terra con l’ausilio di un paracadute e di una tuta alare. Ricordiamo che la montagna in questione è la sesta più alta del mondo e fa parte della catena dell’Himalaya: in sostanza, nonostante qualcuno ne avesse criticato l’età, è stato come se un uomo, senza ossigeno o tuta spaziale, si fosse lanciato da quasi oltre l’ orbita terrestre! Ben ventuno giorni di cammino totali prima di arrivare alla quota desiderata e compiere il grande salto: il russo ha atteso  novanta secondi affidandosi soltanto alla sua particolare attrezzatura “mimentica” prima di aprire il paracadute e planare dolcemente al suolo. Il volo, come menzionato pericoloso ma anche spettacolare, ha valso a Valery il record di salto dalle montagne: lo sportivo ha battuto un precedente primato raggiunto soltanto nel 2013 quando un altro si era lanciato dal versante nord dell’Everest a “soli” 7220 metri d’altezza. Dunque un record e una vittoria meritati, attimi di panico provati da tutta un’equipe di esperti che hanno seguito il nuovo campione, ma che alla fine hanno portato a risultati al di là delle normali aspettative… Il nome di Rozov è entrato adesso a fare parte della storia del guinnes dei primati, e si dubita che ben presto qualcun altro avrà “la forza” di superarlo… La domanda che qualcuno potrebbe porsi resta come al solito la stessa: pazzia? Follia? O soltanto pura passione? Sono risposte che per chi non ha amore per queste discipline, sono molto difficili da dare. A sentire parlare gli atleti questi rappresentano sport come altri, non hanno paura nel momento in cui compiono il gesto per così dire “estremo”, calcolano bene il percorso prima di compierlo seriamente e i rischi sono tutti calcolati… Certo l’imprevisto c’è sempre dati gli incidenti, anche mortali, che in passato hanno interessato moltissimi tra questi sportivi. Dunque per chi ne è appassionato, non si tratterebbe di estremismo ma solo di pura passione e amore per ciò che si compie… Certo si rischia la vita, ma il pericolo forse varrebbe la pena per l’emozione che alla fine scatena. Il bungee jumping, lo snowboard, il paracadutismo, eccetera, sono solo alcune tra le discipline sportive estreme che hanno acquistato molto più vigore negli ultimi anni. E’ innegabile che sono meravigliose a vedersi dall’esterno, le acrobazie, le giravolte in volo, i paesaggi quasi incantati che vengono attraversati, ma ci vogliono nervi ben saldi e una passione più che “motivata” per riuscire a compiere tali simili imprese. Qualche psicologo ha spiegato il dilagarsi a macchia d’olio di questo genere di passioni soltanto per la gioia di provare emozioni che normalmente non si riescono a provare… O forse per arrivare “sempre più in alto” provando delle vibrazioni molto più intense in una vita in cui spesso oggigiorno un giovane, o un uomo che ha davvero tutto, non riesce seriamente a avvertire… Noia per la vita forse? Su questo gli esperti lasciano ancora molte domande aperte

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