Tennis, Federer regala la Coppa Davis alla Svizzera

Pubblicato il autore: Dario D'Auriente Segui

Ha fatto di tutto per esserci. Ha rinunciato alla finale del Masters di settimana scorsa contro Djokovic pur di poter essere in campo con la maglia rosso-crociata della Svizzera nella finale di Coppa Davis a Lille, in Francia, ha stretto i denti e ha subito le critiche di chi venerdì, contro Monfils, lo ha visto spento e senza forza abbandonarsi nelle mani del francese. Eppure re Roger Federer ha ancora una volta dimostrato di essere un campione. Anzi, che dico, un fuoriclassehors catogorie, e per farlo ha messo il sigillo sulla prima vittoria storica della Svizzera in Coppa Davis, davanti a 27mila spettatori giunti sul campo per assistere soprattutto alle sue prodezze.

Sì, perché il re del tennis non è voluto mancare nel doppio dove sabato, in coppia con l’amico-rivale Stan Wawrinka, ha abbattuto a suon di volé, dritti, passanti, rovesci e lob il doppio transalpino Bennetau-Gasquet, portando a casa, in concreto, il vero punto decisivo di questa finale. Ma non si è fermato qui re Roger Federer, che domenica ha messo il punto esclamativo sulla finale e la ciliegina sulla torta della sua carriera. Suo il successo, suo il punto decisivo nel 3 a 1 con cui la Svizzera si è aggiudicata, ai danni della Francia, seppur da pronostico, la sua prima Coppa Davis nella storia. La quattordicesima nazione ad iscriversi nell’albo d’oro della competizione.

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Certo, ai più non sarà sfuggito che al re svizzero manchi ancora l’oro singolare alle olimpiadi per potersi dire che ha davvero vinto tutto, ma non neghiamogli la soddisfazione di aver regalato ad una nazione intera e ai milioni di suoi fans, con il 6-4 6-2 6-2, tutto in suo favore, una gioia immensa che forse mai troverà simil paragone nel resto degli anni. Oggi Federer è al numero 2 del mondo (a 1500 punti circa da Djokovic), ma è lui a stare davvero sul tetto del mondo. Smorzate, rovescio a una mano, dritto mostruoso, servizio sempre efficiente sono le sue armi in campo e per il Magnifico, a 33 anni suonati, siamo certi che ora aspettare Brasile e Rio 2016 sarà molto più dolce.

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