Roland Garros: eroica Schiavone! Ok Bolelli e Errani. Nulla da fare per Arnaboldi

Pubblicato il autore: Dario D'Auriente Segui

E’ un giovedì a tinte tricolori quello del Roland Garros. In campo, nella giornata del 28 maggio, quattro azzurri: avanti Francesca Schiavone, Sara Errani e Simone Bolelli, escluso Andrea Arnaboldi, che però il suo l’aveva già fatto ampiamente. Partiamo proprio dal milanese per aprire l’analisi dei match di ieri. Arnaboldi, arrivato nel main draw da qualificato, e al secondo turno dopo aver battuto l’australiano Duckworth, è stato infatti sconfitto in tre set (7-6 6-1 6-1) dal croato Cilic, testa di serie n. 9 del seeding e campione di Slam lo scorso anno a New York. L’azzurro ha lottato tenacemente praticamente per tutto il primo parziale, riuscendo a portare il più quotato avversario al tie break, dove però l’esperienza ad alti livelli di Cilic ha fatto la differenza. Perso il primo set, la fatica accumulata durante le qualificazioni (con la sfida da record con Herbert vinta dopo 4 ore e mezza) e la sfida con Duckworth (vinta al quinto set) hanno avuto la meglio su Arnaboldi, che ha alzato bandiera bianca contro il tennista croato, tornato proprio a Parigi a buoni livelli. Con questo risultato comunque il tennista lombardo migliorerà la sua classifica, avvicinandosi al personale best ranking.

Francesca Schiavone

Bolelli pronto a colpire con il suo rovescio

In campo maschile l’unico superstite della spedizione azzurra al terzo turno è dunque Simone Bolelli. Il 29enne di Budrio in serata è stato protagonista di un match perfetto contro il serbo Troicki (31), imponendosi 6-2 6-4 6-3 in 1 ora e 57 minuti di partita. Solidissimo il nostro portacolori, che ha concesso davvero poco al pur forte avversario, che alla fine però si è arreso ai 37 vincenti del bolognese, capace anche di salvare 5 palle break su 6. Al terzo turno Bolelli troverà ora lo spagnolo Ferrer, un cagnaccio della terra rossa che, nonostante le 33 primavera, continua ad essere tra i più competitivi al mondo su questa superficie. Difficile sperare in un successo dell’azzurro, ma sarebbe già importante confermare quanto di buono fatto vedere nei primi due turni al Roland Garros. A fine match, infatti, Bolelli ha dichiarato che ha giocato “un ottimo match, sono stato solido ed ho gestito bene i momenti importanti“. Il suo miglioramento, dopo l’operazione al polso del 2013, è arrivato soprattutto dalla parte del rovescio, il suo colpo più debole, ed infatti il bolognese ha confermato: “Sto lavorando da un po’ sul rovescio, secondo me è la chiave giusta per salire di livello e battere i più forti“. Tra questi, David Ferrer, il suo prossimo avversario: “Si muove molto bene e sbaglia pochissimo, dovrò cercare di non dargli ritmo, magari utilizzando qualche smorzata e buttandolo fuori dal campo“.

Francesca Schiavone

L’urlo e la gioia di Francesca Schiavone dopo la vittoria 10.8 al terzo sulla russa Kuznetsova

Ma l’impresa di giornata è tutta di Francesca Schiavone. La milanese, quando vede Parigi, torna a ruggire. Dopo il trionfo nel 2010 e la finale nel 2011, un altro bel torneo della leonessa all’ombra della Tour Eiffel, che ieri è stata capace di buttare fuori dal torneo Svetlana Kuznetsova, n. 18 Wta. Lo score finale, dopo 3 ore e 50 minuti di gioco (alla faccia di chi dava la Schiavone finita perché troppo “vecchia” per competere nel circuito), è di 6-7 (11) 7-5 10-8 in favore dell’italiana, a dimostrazione di una vera e propria battaglia sul campo. Alla fine hanno prevalso la voglia, la classe, la grinta e l’entusiasmo della 35enne campionessa azzurra, capace di esaltarsi nei momenti chiave, come il rovescio (che lei stessa ha dichiarato essere il più bel rovescio della sua carriera) che l’ha salvata sulla palla del match point a favore della russa. Kuznetsova che alla fine si è arresa affossando in rete una facile volée nel 18esimo gioco del terzo set (clicca qui per gli highlight dell’incontro). Alla fine, una contentissima Schiavone ha rilasciato queste dichiarazioni: “Ci conosciamo benissimo io e Svetlana (Kuznetsova n.d.r.) e giochiamo a specchio. Ogni volta tra noi è un braccio di ferro. La chiave per me è divertirmi ancora quando sono in campo, godere di quello che faccio“. E sulla sua longevità ha aggiunto: “Ci sono atleti che hanno centrato record a 37-38 anni. L’unica vera differenza è che ora ho bisogno di più tempo per recuperare, ma per fortuna ho una fascia muscolare molto forte che mi permette di chiedere ancora tanto al mio corpo“. Chiusura sul suo meeting speciale con la terra rossa di Parigi e sull’avversaria, che al terzo turno sarà la rumena Mitu: “E’ molto bello essere qui. Per me il Roland Garros è sempre stato un torneo speciale fin dalla prima volta che ci sono venuta. La Mitu non la conosco, andrò a vedere e giocherò la mia partita. Io questo torno lo voglio vivere fino in fondo…“.

Francesca Schiavone, insieme a Flavia Pennetta e Sara Errani è una delle tre azzurre al terzo turno del Roland Garros 2015. La romagnola, seppur in difficoltà anche contro la giovane tedesca Witthoeft, si è aggiudicata il suo match in tre set, col punteggio di 6-3 4-6 6-2. La Errani, in vantaggio per 6-3 4-1, si è fatta rimontare nel momento di chiudere l’incontro, presa da un’insolita frenesia e da un nervosismo non proprio del tutto giustificato, ma è stata poi brava e abile, dopo aver perso il secondo set, a resettare tutto e rientrare in partita, dimostrando la sua superiorità con un 6-1 netto e perentorio. Nel prossimo turno Sara avrà la possibilità di prendersi la rivincita sulla tedesca Andrea Petkovic (10), che lo scorso anno, proprio agli Open di Francia, sbarrò la strada all’azzurra livello di quarti di finale. Ovviamente la romagnola partirà da sfavorita contro una tennista completa e più pesante, ma anche la teutonica non sembra essere in un grande periodo di forma e la pressione di difendere una semifinale potrebbe farsi sentire.

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