Davis Cup Russia Italia: Rublev avvisa gli azzurri, ma i precedenti parlano chiaro

Pubblicato il autore: Salvatore Balistreri Segui

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DAVIS CUP RUSSIA ITALIA – Dopo la scorpacciata offerta dall’ultimo torneo degli Slam di stagione, gli US Open, le maggiori attenzioni degli appassionati di tennis italiano e russo si spostano dai singolari alle squadre, e quindi alla Davis Cup. E in particolare alla Davis Cup Russia Italia, con i nostri Bolelli, Fognini, Seppi, Lorenzi e Donati che questa notte sono sbarcati nella glaciale Siberia in preparazione al match valevole per i playoff del World Group. Una sfida molto importante che deciderà chi, delle due Nazionali, potrà rimanere nel Main Draw.

DAVIS CUP RUSSIA ITALIA, PARLA RUBLEV – Con gli azzurri che sono arrivati questa notte in Siberia per cercare di abituare il fisico al fuso orario e al freddo clima del posto, il primo a parlare è stato il talentino russo Andrey Rublev, numero 176 al mondo ma appena 17enne con un futuro che gioca nettamente a suo favore: “Noi siamo qua ormai da diversi giorni e siamo arrivati prima per permettere al nostro corpo di acclimatarsi – ha esordito il giovane tennista nativo di Mosca – noi partiremo avvantaggiati perché abbiamo già giocato a Vladivostok e a Novyi urengoy, e quindi siamo già abituati a queste condizioni climatiche, ma un bravo tennista deve essere bravo a cambiare rapidamente i fusi orari – ha continuato il russo in un’intervista rilasciata a ‘Sovetsky Sport’ – la Coppa Davis è un trofeo molto particolare che io amo tantissimo, e l’esperienza straordinaria vissuta a Vladivostok (battuta la Spagna 3-2 in rimonta, ndr) ci ha caricato enormemente – chiusura sull’Italia – li ho visti arrivare questa notte a Irkutsk (sede dell’incontro, ndr) dopo il nostro allenamento. Loro sono degli ottimi giocatori, ma quello che conterà per la vittoria finale sarà l’applicazione ai match, e noi ci applicheremo al 100%.

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DAVIS CUP RUSSIA ITALIA, LE DICHIARAZIONI DEI DUE CT – A conferma delle parole di Rublev riportiamo anche le dichiarazioni del commissario tecnico russo Shamil Tarpischev, che ringraziò il fato per aver assegnato loro l’incontro proprio contro l’Italia: “Siamo stati fortunati – ha esordito il numero uno della squadra russa – il sorteggio ci ha regalato l’avversario che preferivamo tra tutti gli altri.” Dichiarazioni alle quali rispose con la solita calma il c.t. azzurro Barazzutti: “Il sorteggio con noi è stato un po’ duro – ha esordito il tecnico nostrano – giocheremo fuori casa e in un clima difficile, quindi occorrerà fare parecchia attenzione. Ma sono sicuro che ci faremo trovare pronti.”

DAVIS CUP RUSSIA ITALIA , I PRECEDENTI – Una buona notizia per l’Italia, però, arriva direttamente dai precedenti, che vedono il tricolore avanti per 4-1 negli scontri diretti contro la nazionale sovietica. Il primo confronto tra le due squadre è targato 1962, quando si giocò a Firenze un incontro valevole per il 2° turno della zona Europa (in quei tempi non esisteva il World Group ma si giocava per continenti). In quell’occasione l’Italia fece un sol boccone dell’allora URSS, dominando con un perentorio 5-0 grazie alle grandi prestazioni di Nicola Pietrangeli (da singolo e in doppio assieme a Sirola) e al compianto Fausto Gardini, che sconfissero il duo Lejus e Likhachev in un periodo in cui l’URSS risultava essere ancora un po’ acerba in questo sport.

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Il secondo scontro è avvenuto quattro anni più tardi, nel primo turno della Serie B europea, quando fu ancora l’Italia ad avere la meglio, conquistando l’importante successo per 4-1. Nell’occasione i nostri Pietrangeli e Tacchini si aggiudicarono nettamente i quattro singolari contro il sempre presente Lejus e Ivanov, mentre fu il doppio Di Maso-Majoli ad arrendersi in tre set a Lejus-Likhachev.

Trascorsi altri due anni, e quindi 1968, e fu nuovamente Italia-URSS.  Questa volta le due Nazionali si giocavano l’importantissimo accesso alla grande finale di Davis Cup, e fu ancora una volta l’Italia ad avere la meglio per 3-2 nonostante la presenza, tra le fila sovietiche, del 24enne Aleksandre Metreveli (che tra il 72′ e il 74′ farà registrare una finale di Wimbledon, due semifinali al Roland Garros e agli Australian Open e un quarto di finale agli Us Open). Gli azzurri vinsero 3-2 grazie ai successi di Pietrangeli e Mulligan su Lejus, e del doppio formato dagli stessi due tennisti italiani sulla coppia Likhachev-Metreveli, per poi perdere la finale contro la Spagna per 3-2.

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I sovietici ebbero la possibilità di vendicare la sconfitta immediatamente l’anno successivo, sempre in semifinale, e ne approfittarono alla grande, infiggendo un pesante 5-0 ai nostri colori, con Metreveli, Lejus e Likhachev che vendicarono le cocenti sconfitte degli anni passati e fecero un sol boccone dei mal capitati Pietrangeli e Castigliano in singolare e Crotta-Marzano in doppio. Ma i sovietici si fermarono sul più bello, schiantati per 4-1 dalla Romania in finale.

L’ultima volta in cui Italia e Russia si incrociarono fu il 1996 quando esisteva il World Group. Ad aggiudicarsi la sfida fu nuovamente l’Italia, allora rappresentata da Gaudenzi, Furlan e Nargiso, che compirono l’impresa di eliminare una Nazionale guidata da quello che sarebbe diventato il numero 1 al mondo (nel 1999) Evgeni Kafelnikov. Gli azzurri si imposero 3-2 grazie ai successi di Gaudenzi e Furlan sul numero due e punto debole russo, Pavel Chesnokov, e alla tanto importante quanto sofferta vittoria in cinque set del doppio Nargiso-Gaudenzi su Kafelinkov-Olhovsky, mentre non poterono far nulla contro la classe dello stesso Kafelnikov.

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