US Open: Djokovic concede il bis, New York è sua

Pubblicato il autore: Matteo Agostini Segui

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Da Londra a New York, si attraversa un oceano ma non cambia il risultato: come due mesi fa a Wimbledon, anche sul cemento americano Novak Djokovic ha la meglio su un Roger Federer generoso e combattivo, che può recriminare per diverse occasioni sciupate nei momenti chiave del match, ma che alla fine deve nuovamente cedere a un giocatore più giovane, più solido e più continuo che è numero uno del mondo non per caso e che quest’anno è arrivato davvero a un soffio dal completare il Grande Slam. Alla fine Djokovic prevale in quattro set (6-4, 5-7, 6-4, 6-4) e bissa il successo del 2011 (ottenuto ai danni di Nadal) portandosi a casa il suo secondo US Open, il decimo titolo in un major in carriera.
Lo svizzero è rimasto in partita come e finché ha potuto, a dire il vero sprecando più di un’opportunità per portarsi avanti di un set. Questa finale ha pertando evidenziato ancora una volta una debolezza ben nota di Federer, quella di non riuscire a capitalizzare le molte palle break guadagnate.
Il primo set, dopo un primo botta e risposta (sull’1-1 Djokovic trova il break, e subito Federer il controbreak) viene di fatto deciso nel settimo gioco, quando il serbo strappa il servizio a Federer sfoderando un grandissimo passante. Lo svizzero avrebbe subito l’opportunità per un nuovo controbreak, ma Nole riesce a ricacciarlo indietro, congelando di fatto il parziale, chiuso sul 6-4.
Il secondo set vede allora la reazione di Federer, il quale deve tuttavia sudare sette camicie per andare in parità e spendere tantissimo, forse troppo per poter continuare a lottare alla pari sulla lunga durata. Il secondo gioco lo vede sciupare ben 3 palle break; il decimo invece è un gioco-fiume: in quasi un quarto d’ora di lotta Federer spreca i primi due set point, il secondo sbagliando clamorosamente un dritto a campo aperto. Sul 6-5 però lo svizzero si procura subito altre due opportunità, e al secondo tentativo fa finalmente suo il parziale per 7-5.
Il match si decide di fatto nel terzo set. Prima i due soffrono un passaggio a vuoto ciascuno, regalandosi un break per parte (con Djokovic che incappa in due doppi falli nello stesso gioco). Sul 4-3 in suo favore Federer ha poi 2 palle break che vorrebbero dire servire per il set e di lì portarsi avanti 2-1, ma spreca tutto di nuovo. Il break decisivo lo piazza Djokovic nel game successivo salendo 5-4. Quando allora è il serbo a servire per il set, Federer si procura di nuovo due opportunità per il controbreak, ma Djokovic rimedia con la prima di servizio; al primo set point, si aggiudica così il parziale 6-4.
Nel quarto set Federer sembra subito aver mollato, perché Djokovic gli strappa il servizio già nel primo gioco. Un secondo break per il serbo arriva sul 4-2, e sembra mettere la parola fine al torneo. Invece? Il match riserva ancora qualche emozione perché Federer ha un ultimo sussulto d’orgoglio: subito soprende Djokovic con il controbreak, poi sul 5-4 con Nole a servire per il match, ha addirittura 3 palle break per completare un’incredibile rimonta. I due lottano di nuovo punto a punto, ma il numero uno del mondo la spunta ancora una volta: al primo match point le velleità di rimonta dello svizzero sono vanificate.
Contro un pubblico tutto schierato dalla parte svizzera, Nole si porta a casa il terzo Slam dell’anno: una stagione da incorniciare, paragonabile a quel 2011 in cui diventò per la prima volta numero uno e conquistò ben dieci titoli. Un ultimo dato: dopo il match di questa sera la sfida infinita tra Djokovic e Federer torna in perfetta parità, con 21 vittorie a testa nei confronti diretti.

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