Us Open Pennetta Vinci intervista: i video del post gara di Flavia e Roberta

Pubblicato il autore: Dario D'Auriente Segui

Us Open pennetta vinci intervistaUS OPEN PENNETTA VINCI INTERVISTA – Non ci credo. Se è un sogno non svegliatemi, non ancora. Stamattina mi sono alzato molto presto e il mio primo pensiero è stato di controllare su Google una cosa. Ho fatto un sogno troppo bello: ho sognato due pugliesi a New York, sui campi di Flushing Meadows, che hanno battuto rispettivamente la numero uno e la numero due del mondo nello stesso giorno, a distanza di qualche ora, e adesso sono in finale agli Us Open. Non può essere vero, Roberta Vinci e Flavia Pennetta non possono aver vinto contro Serena Williams e Simona Halep. Non può esserci stasera una finale tutta italiana, la prima nella storia del tennis, in un major. Poi, invece, apro Internet e trovo: “Impresa tutta italiana agli Us Open”, o ancora “L’incredibile giornata del tennis italiano”. Insomma, è successo davvero? Spalanco gli occhi, guardo i video, vedo la gioia incontenibile dei volti delle nostre due ragazze nelle centinaia di foto scattate all’Arthur Ashe. Allora comincio a crederci anche io. Allora mi rendo conto che forse non è un sogno, ma un’allucinazione… globale. Già, perché almeno tutti gli italiani e tutti gli americani hanno visto e stanno vedendo quello che ho visto e vissuto io. No. Ma davvero a New York oggi, 12 settembre, alle ore 21, Flavia Pennetta e Roberta Vinci si sfideranno in finale? Nell’ultimo atto dell’ultimo slam della stagione? A 33 e 32 anni è davvero possibile riscrivere la storia del tennis mondiale?

US OPEN PENNETTA VINCI INTERVISTA – Ragazzi, ragazze, è vero. E’ tutto vero. Ci sono due italiane, due pugliesi, a New York. Stamattina Taranto e Brindisi si sono svegliate e hanno visto due loro figlie sul tetto del mondo, conquistare la “grande Mela”. E’ tanta la gioia per questa impresa memorabile, che non sarà dimenticata per centinaia di anni, perché una storia così quando ricapita?

US OPEN VINCI INTERVISTA – Ho ancora negli occhi l’intervista Roberta Vinci Us Open a fine match contro Serena Williams.

Nemmeno lei ci crede. “Today is my day. Sorry guys“, che tradotto significa “oggi è il mio giorno. Scusate ragazzi“. Sì, si è dovuta scusare Robertina, perché ha battuto Serena Williams a caccia del suo ennesimo titolo agli Us Open, ma soprattutto perché la n. 1 del mondo era lanciatissima verso il grande Slam, per entrare di diritto non solo nel club delle migliori al mondo, ma proprio nell’Olimpo del tennis. E invece tra lei e il mito c’è stata la nostra pugliese da Taranto. Roberta Vinci, 32 anni e un’impresa che non è solo tennistica, ma è probabilmente uno dei colpi a sorpresa più importanti del secolo a livello sportivo. Le chiedono cosa ha provato prima del match, se sa quanto ha guadagnato, cosa ha provato alla fine dell’incontro. Ma lei non ci crede, non se ne capacità ancora. E’ uno show quello di Roberta Vinci. Anche in conferenza stampa, a mente più fredda, continua a scusarsi con il pubblico. “Sto toccando il cielo con un dito. E’ un sogno, sono molto felice per me e un po’ triste per Serena. E’ difficile spiegare quali sono le emozioni che sto provando. Ho iniziato molto tesa” prova poi a spiegare l’andamento della semifinale “sono andata subito sotto e mi sono sentita travolgere per tutto il primo set. Ogni cosa facessi, me la vedevo lì davanti a schiacciarmi“. Quando ha realizzato che stava per battere la n. 1 al mondo? “Alla fine del match, quando ho fatto il break nel terzo set, ho realizzato che Serena avrebbe potuto perdere lo Slam. Mi sono detta di stare tranquilla, ero avanti 4-3 e servizio; mi ripetevo di non pensare a niente e di continuare a giocare punto per punto, come se fosse una partita come un’altra“. E no cara Roby, non era un incontro come gli altri, di fronte avevi Serena Williams, n. 1 al mondo, in semifinale a Flushing Meadows, alla caccia di New York e del Grande Slam. “Ho scacciato dalla mente che stavo vincendo la semifinale dell’Open degli Stati Uniti contro la numero 1 del mondo. E mi dicevo stai calma, sii felice e prenditi tutte le emozioni del caso e vai avanti“. E sulla finale? “Domani (oggi, ndr) io e Flavia saremo tese come due corde di violino. Peccato che la felicità duri poco. Non ho neanche tanto tempo per godermi questa vittoria, che è già tempo di pensare alla finale. Ci conosciamo da quando avevamo 9-10 anni. Tra la mia città e la sua ci sono 65 chilometri. Molte volte nei tornei Under 12 arrivavamo io e lei in finale. Vincevo sempre io perché ero più calma e lei più nervosa“. Poi Robertina chiude con una certezza: “Domani? Chissà, non ho niente da perdere…“.

US OPEN PENNETTA INTERVISTA – Anche Flavia Pennetta non ci sta nella pelle. Certo, lei non ha battuto Serena Williams nel suo stadio, non ha vinto contro la n. 1 al mondo, ma la sua impresa l’ha fatta demolendo Simona Halep in semifinale, con la rumena considerata da molti non solo, a ben vedere, la n. 2 del mondo, ma la vera unica rivale di Serena. E invece Flavia ha giocato la partita perfetta, forse il suo miglior tennis nella carriera, con un diritto mai così favoloso e vincente come quello di ieri pomeriggio. La gioia, la soddisfazione, a fine match, tutta nel sorriso della splendida Pennetta.

Cosa significa per lei la prima finale in un major? “Everything” (tutto). Lo ha inseguito per più di dieci anni, negli ultimi sette anni (escluso il 2012, out per infortunio del polso, e il 2010, terzo turno) Flavia ha sempre raggiunto almeno i quarti a New York. E ora si regala questa finale. “E’ stato un match con scambi molto lunghi. Penso di essere stata superiore nei cambi di ritmo, che lei ha sofferto molto. Cambiando marcia la costringevo a sbagliare, cosa che lei fa di rado. Contro la Halep a Miami” ricorda Flavia in conferenza stampa “avevo perso un set in cui ero avanti 5-2. Lei non si arrende mai. Nel secondo avevo un attimo rallentato e lei ne ha subito approfittato. Ma mi sono subito ripresa e non ho più mollato un centimetro. Questo grandissimo risultato non è una rivincinta, in passato ho avuto qualche infortunio grave, come quello al polso destro di tre anni che quasi mi faceva smettere. E’ piuttosto un premio al lavoro, alla voglia di non arrendersi mai“. Con chi lo condivide? “Con tutto il mio staff, dal mio coach Salvador Navarro a chi mi allenava prima, come Gabriel Urpi. E naturalmente alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina nei momenti difficili“.

E chi se li scorda più i loro sorrisi! Oggi sono completamente sveglio e non sogno più: questa sera alle ore 21 Roberta Vinci e Flavia Pennetta si giocano la finale degli Us Open 2015. Andiamo ragazze. E anche se una delle due perderà, è il lato crudele di questo sport, sarà comunque nei nostri cuori!

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