Flavia Pennetta dà l’addio al tennis

Pubblicato il autore: Luca Prete

Pennetta ritiroDopo 15 anni di professionismo nel tennis 11 tornei WTA vinti (tra cui una prova dello Slam ), Flavia Pennetta annuncia che la sua decisione di lasciare la carriera agonistica è irrevocabile. Per settimane, in seguito alla vittoria degli US Open, si sono rincorse voci in merito alla sua partecipazione o meno ai giochi olimpici di Rio 2016 in doppio ( con Roberta Vinci o Sara Errani). Anche il presidente del CONI Giovanni Malagò aveva più volte espresso il suo desiderio di vedere la tennista brindisina non solo di scendere in campo in occasione dell’evento sportivo più importante in assoluto ma altresì che fosse proprio lei l’atleta portabandiera della delegazione italiana in Brasile. Ma Flavia ha altri progetti, che non riguardano più il tennis (almeno quello giocato), ma strettamente la sua vita di coppia.

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Da più di 1 anno, fidanzata con Fabio Fognini, la Pennetta ha spostato la sua attenzione in modo assoluto verso la creazione di una famiglia con il suo ex-collega. Una relazione che, a causa della differenza caratteriale tra i due e alla differenza anagrafica (28 lui, 33 lei), non pochi ritenevano non fattibile e poco duratura ma che invece appare sempre più solida. Matrimonio e nascita di un figlio cono i prossimi obiettivi della coppia, oltre a quello già raggiunto di avere una casa in Spagna, a Barcellona, dove, la giocatrice italiana si è sempre allenata, seguita da coach di prim’ordine (prima Gabriel Urpi e poi Salavador Navarro) e dove, ha acquisito una mentalità vincente.
Lascia così l’atleta probabilmente più forte del tennis nostrano, prima italiana entrare sia nella top ten della classifica mondiale nel 2009, (precedentemente, Silvia Farina raggiunse l’ ottima undicesima posizione in un periodo storico zeppo di campionesse), e sia a ottenere una storica vittoria Slam in terra statunitense trionfando a New York in una finale tutta tricolore.
Ora, le aspettano altri trofei, completamente differenti da quelli conquistati in passato, ma ugualmente (e forse in misura maggiore) appaganti e gratificanti.

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