Djokovic: “Nel 2007 avvicinato per truccare una partita”

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Djokovic Finals 2015Anche Novak Djokovic è stato avvicinato per “combinare” un suo match, una proposta indecente prontamente rifiutata dall’interessato. Lo riporta un’ANSA della 11:30 riferendo che è stato lo stesso campione serbo, subito dopo l’esordio vittorioso all’Australian Open contro il sud-coreano Chung Hyeon, a rivelare l’episodio che risale al torneo di San Pietroburgo del 2007.

Non e’ stato un approccio diretto ma attraverso persone che all’epoca lavoravano con me –ha detto Djokovic. Ovviamente l’abbiamo ignorato: il ragazzo non e’ neppure riuscito a parlare direttamente con meIn quel momento mi sentii male perché non volevo in alcun modo essere coinvolto in questo genere di storie. Si tratta di azioni che vanno contro i valori dello sport, si tratta di un crimine contro lo sport –aggiunge il numero uno del mondo che in quell’occasione decise di non giocare il torneo-. Non ho prove nei confronti di giocatori in attività, per quanto ne so questa vicenda non riguarda il tennis ad alti livelli, poi cosa sia accaduto a livello di challenger non lo posso sapere. Uno dei motivi per cui il nostro sport è popolare è per la sua integrità e questa è da sempre una priorità per tutti”.

Nota a margine. Quando per lo stesso motivo furono indagati Starace e Bracciali, Manlio Bruni scriveva questo nelle frequenti chat su Skype che aveva con Zagari e appunto Bracciali (braccio78): “L’allenatore di Ancic, che noi conosciamo, prima del match ha incontrato la fidanzata di Djokovic, e gli ha chiesto se la sera dopo uscivano… e lei gli ha detto impossibile, domani partiamo, Djokovic vuole andare a Shangai almeno 10 giorni prima… allora lui ha provato a chiamare il nostro uomo… ma noi eravamo appena usciti”. Altra chance sprecata: “Djokovic si mangiava al 9% (ma qui la percentuale sembra incompleta, nda), mangiavo almeno 100mila”(fonte “Il Fatto Quotidiano”).

Sulla stessa lunghezza d’onda Serena Williams che però ha ammesso di “vivere in una bolla“, lontana dalle altre colleghe tenniste. “Posso rispondere solo per me stessa – le parole della campionessa americana –. Ogni volta che scendo in campo mi impegno al massimo e cosi’ mi sembra facciano le mie avversarie. Come atleta faccio sempre tutto il possibile non solo per vincere ma anche per esprimere il mio meglio“.

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