Il 2016 parte male per la Giorgi. La tennista marchigiana riuscirà finalmente a essere grande?

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Il 2016 parte male per Camila Giorgi, uscita sconfitta dal torneo  di Hobart in terra australiana ad opera della canadese Eugenie Bouchard (poi battuta in finale dalla  francese Cornet). Sarà una altro anno deludente per la tennista marchigiana?
La stagione precedente, anche con solito andamento altalenante, con eliminazioni immediate ai primi turni, aveva visto, tuttavia, trionfare per la prima volta  la bella Camila nel circuito femminile professionistico, aggiudicandosi a giugno  il WTA ‘s-Hertogenbosch, (Olanda) avendo la meglio su un altro astro nascente, la svizzera diciottenne Belinda Bencic.  La Giorgi, in quella finale, sembrava finalmente essersi sbloccata, non solo a livello tecnico, commettendo meno errori del solito e ma soprattutto mentalmente, mostrando una sicurezza e un confidenza con il suo gioco che in passato solo a tratti aveva dato prova di possedere e tenendo finalmente alto il livello d concentrazione per tutto il match. Quella settimana, davvero, poteva rappresentare la svolta per la carriera della tennista marchigiana, ma che invece, dopo la quale, non seguirono ulteriori affermazioni.
E i presupposti per il 2016 (con la speranza che non siano validi per tutto l’anno), non si presentano in modo favorevole.
I problemi cronici della Giorgi, ossia una assenza di varietà di gioco (oltre alla solita tendenza a picchiare sempre e comunque, dovunque si trovi anche quando non è assolutamente necessario), scarsa disciplina sia tattica che tecnica che la porta a commettere troppi errori e difficoltà mantenere uno standard di attenzione sufficientemente adeguato a farle terminare in modo vittorioso i match, si sono ripresentati in questo inizio di stagione. Riguardo all’incontro con la Bouchard, per esempio, l’ “azzurra” si è trovata in un batter d’occhio sotto 0-3 a causa proprio degli errori in quantità industriale causati dal suo stile sempre forzato e “spinto” e scarsamente produttivo, gli immancabili doppi falli al servizio hanno fatto il resto. Ed è questo il grande limite che ha tappato le ali a una giocatrice del genere, un gioco monotematico e mai imprevedibile. Per lei, anche un appoggio semplice nei pressi della rete, diviene una ulteriore occasione nel colpire la pallina con più forza possibile, e nella maggior parte dei casi, commette un errore. Le avversarie, in questo modo, hanno vita facile. Non sono costrette nemmeno a impegnarsi più del dovuto, sapendo, dall’altra parte c’è la tennista marchigiana a dargli un grande aiuto in questo senso.
La ragazza è ancora giovane, ma non più giovanissima, i tempi in cui veniva definita una promessa con grandi aspettative e speranza per il tennis azzurro sono finite da un pezzo, ora dovrebbe iniziare la fase della “maturità” agonistica in cui si vedono i risultati. Probabilmente,  occorrerebbe una “integrazione” riguardo allo staff tecnico, con un allenatore di esperienza da affiancarla, per darle la possibilità di sperimentare nuove varianti di gioco per renderla meno decifrabile agli occhi delle sue colleghe.
Il 2016, anche se ha debuttato in malo modo, deve necessariamente rappresentare la svolta per Camila. A dicembre di quest’anno, la tennista marchigiana compierà 25 anni, una età nella quale diverse tenniste hanno avevano già conquistato un numero considerevole di trofei.

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