Il tennis italiano ritrova le sue Campionesse

Pubblicato il autore: Valeria Rosa Segui

Tennis Fed Cup
È innegabile, per il tennis italiano gli ultimi 10 giorni sono stati a dir poco trionfali. A partire da domenica 14 febbraio, giorno in cui l’esperienza, la classe e la pazienza di Roberta Vinci si sono imposte sulla freschezza e sulla speranza di Belinda Bencic nella finale del WTA di San Pietroburgo.
Una settimana più tardi Sara Errani ha risposto alla chiamata della sua ex compagna di doppio, aggiudicandosi il premier di Dubai, torneo che vanta nell’albo d’oro nomi da far girare la testa.
Ma è stata Francesca Schiavone a farci credere che il famoso detto “non c’è due senza tre” nasconde un fondo di verità. La Leonessa di Milano è stata capace di ruggire più forte di tante altre giovani speranze del tennis, e a 35 anni si è laureata campionessa di un altro premier, il WTA Open Rio de Janeiro.
Tre titoli collezionati dalla nostra pattuglia azzurra in soli 7 giorni. Questo significa che le ragazze ci sono, che la consapevolezza di potersi togliere ancora molte soddisfazioni è più forte di qualsiasi momento di smarrimento, che il gioco, che solo loro sanno fare, può ancora portarle in alto.
Tre titoli che hanno fatto capire al mondo del tennis femminile che l’eredità di Flavia Pennetta è stata pienamente raccolta, e che quel guizzo agli US Open non resterà soltanto un caso, un avvenimento straordinario dovuto alle cattive condizioni fisiche di alcune regine di questo sport.

Roberta VinciIL SOGNO DI ROBERTA – Nonostante un annunciato ritiro, il cui margine viene spostato di torneo in torneo sempre un po’ più in là, nei sogni della Vinci c’era l’ingresso nella top 10, e quest’anno sarebbe stato vissuto per raggiungere questo obiettivo.
“La strada è lunga”, “le avversarie sono toste”, “ci vorrà del tempo” diceva lei subito dopo la finale di New York.
Se le avessimo detto allora che le sarebbero bastati i primi due mesi dell’anno per intraprendere una vertiginosa risalita, probabilmente ci avrebbe riso in faccia. Eppure da ieri, 22 febbraio, Robertina è entrata con merito nell’Olimpo della classifica WTA, ad una manciata di punti da Petra Kvitova.
Attualmente impegnata nel Quatar Open di Doha, la Vinci ha ripreso a giocare esattamente nel modo in cui ci aveva lasciati a San Pietroburgo, lasciando alla povera Tsurenko solo 3 game in tutto l’incontro. Poco fa si è aggiudicata un durissimo incontro con la Kasatkina, giocato e vinto anche contro qualche problema fisico. Con questo risultato Roberta scavalca Flavia in classifica. La stagione è ancora molto lunga, ma se questo è il principio..

BENTORNATA SARA – Ci aveva fatto preoccupare con le sue dichiarazioni dopo gli Australian Open. Sarita non si divertiva più, non trovava gli stimoli giusti per scendere in campo ed essere competitiva e durante gli incontri mostrava segni di nervosismo. Abituati a vederla lottare fino all’ultimo punto, temevamo di aver perso una grande giocatrice, che sia in doppio Tennis Fed Cup che in singolare ci ha regalato delle grandissime emozioni e soddisfazioni.
Forse si è sentita oscurata dal successo delle sue colleghe, forse il non riuscire a risalire la corrente le ha fatto provare una grande frustrazione. Fatto sta che, ancora una volta, la Errani è uscita dalla crisi, grazie anche al suo allenatore Pablo Lozano, che domando i pensieri dell’emiliana, è riuscito a rimetterla sulla giusta strada.
Quello spirito da “fighter” si è riacceso negli occhi di Sarita, ed in risposta a chi la definisce una “pallettara terraiola” lei ha conquistato il titolo di regina del WTA di Dubai, un torneo premier, di quelli davvero prestigiosi, sul cemento outdoor. Se questo non bastasse, nella giornata di ieri la Errani ha portato a casa un incontro durissimo contro una Pironkova in versione top player, andando sotto di un set (perso 6/1) e remando contro una stanchezza del tutto comprensibile. In questo momento sta nuovamente lottando contro Timea Babos, nel campo accanto a quello in cui Roberta Vinci ha battuto da poco la Kasatkina. Sarebbe bello, in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, poter contare nuovamente sulle Chichis unite per conquistare una medaglia.

Tennis Fed Cup IL RUGGITO DELLA LEONESSA – Se è vero che sarà la Errani a portare alto l’onore dell’Italia quando Roberta deciderà di appendere la racchetta al chiodo, da Francesca Schiavone pensavamo di non poter pretendere più il risultato che invece lei è stata in grado di raggiungere
A 35 anni la tennista di Milano ha stupito il mondo intero, presentandosi all’Open di Rio de Janeiro senza grandi pretese, restando attaccata agli incontri grazie al filo della sua esperienza, anche quando il risultato tendeva verso le sue avversarie, ed in barba alla sua età ha tirato dritto sino alla finale.
Francesca è da sempre una guida per le giovanissime che si approcciano a questo sport. Un esempio da seguire in tutto e per tutto: poche chiacchiere e tanto lavoro. Poche storie e tanto tennis.
Il titolo vinto dalla Leonessa non sarà la conclusione di una settimana perfetta per le nostre ragazze, ma piuttosto un grido di battaglia in vista degli spareggi di Fed Cup ed in vista di una stagione ancora tutta da vivere e da giocare.

Non ci resta che aspettare il tanto atteso exploit di Camila Giorgi, per dire di essere veramente al completo. Se è vero che non c’è due senza tre, è anche vero che il quattro vien da se. I tornei sono tanti, e le possibilità di vincerli a questo punto sono una realtà.

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