Le azzurre del tennis: che soddisfazione!

Pubblicato il autore: laura.mondarini Segui

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Il tennis è così, in questo Paese non ne siamo grandi estimatori, pochi sono i veri appassionati se lo paragoniamo ad altri sport come il calcio o i motori, eppure sa regalare emozioni forti, anche a coloro che non sono abituati a seguirlo giornalmente. Il tennista non è quasi mai nell’occhio del ciclone o sotto i riflettori, è difficile che faccia parlare di sé, se non per le conquiste sul campo. La fatica visibile sul volto ad ogni colpo, la passione tangibile degli atleti, il religioso silenzio durante il game a ricordarci quanta concentrazione richieda ogni scambio, è il segnale però di uno sport che meriterebbe di avere più seguito e maggiore sostegno.

Se poi in una sola settimana tre ragazze conquistano una top10, una vittoria nel torneo di Dubai ed una in quello di Rio de Janeiro, allora quando parliamo di tennis ci si gonfia il petto di orgoglio. I nomi del tennis di casa nostra non solo altisonanti, bisogna ammetterlo. Non abbiamo un palmarès pari a quello svizzero, serbo o come quello d’oltreoceano, in cui il nome di Serena Williams suona ridondante e spesso addirittura banale.

Conosciamo un po’ meglio allora queste grandi ragazze, che se pur piccole di statura, sono state in grado di farci toccare il cielo con un dito, regalandoci gioie indescrivibili.

Grazie ad un 2015 concluso alla grande, dopo aver battuto Serena Williams nella semifinale degli US Open ed essersi giocata il trofeo contro l’amica di sempre e sua conterranea Flavia Pennetta, Robertina Vinci conquista la 10^ posizione del ranking WTA, dopo la vittoria a San Pietroburgo, alla soglia dei suoi 33 anni compiuti pochi giorni fa. Le due pugliesi si aggiudicano quindi la nona e la decima posizione in classifica, una conquista importante vista la poca frequenza di nomi italiani nelle posizioni alte del tennis che conta. Due italiane nelle prime dieci: è la quarta volta che succede nella storia del tennis femminile italiano.
I dieci titoli WTA di Roberta, la sua simpatia, il suo essere semplice, con il sorriso sempre stampato in faccia anche dopo una sconfitta, la sua grande umiltà che viene fuori dall’atteggiamento in campo e alla fine di ogni intervista, fanno di lei una campionessa dentro e fuori dal campo.

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Sarita Errani, così nominata perché spagnola d’adozione, inizia ad allenarsi a Valencia nella stessa accademia dove è cresciuto David Ferrer, al quale dice di ispirarsi da sempre. Con la posizione massima raggiunta, a maggio del 2013 Sara sale al quinto posto in classifica, dopo un anno di successi, ottenendo un ottimo quarto di finale negli Australian Open e conquistando il torneo di Acapulco, Barcellona (bissando il successo anche nel doppio con Roberta Vinci) e Budapest, confermandosi una temibile giocatrice sulla terra rossa.

Nel doppio Sara e Roberta sono una coppia vincente e divertente da veder giocare; nonostante il servizio non sia l’arma vincente, sotto rete conquistano il pubblico, ma anche coppe importanti come quella del Roland Garros, sempre sulla terra battuta, gli US Open (alla fine del 2012 Sara si presenta al Masters, qualificata nel doppio con Roberta Vinci, ma anche in singolare: è la prima italiana in assoluto a riuscirci!), Australian Open e Wimbledon nel 2014, vittoria che riporta le due amiche di sempre alla prima posizione del ranking mondiale.  Un metro e sessantaquattro di grinta e energia, Sara ci mette l’anima ogni volta che scende in campo. Sabato 20 febbraio si aggiudica il trofeo di Dubai, in cui strapazza l’avversaria Barbora Strycova in poco più di un’ora con punteggio 6-0 6-2.  Reduce dalla sconfitta  al secondo turno a Doha, ora occupa la 17^ posizione della classifica. Dai Sarita!

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Guarda il video della Gazzetta dello Sport https://video.gazzetta.it/sarita-trionfa-dubai/ef491e88-d87e-11e5-9b00-64a005d2345b?playlistId=14f446a2-4de0-11e3-9fdf-747749803d0b

Francesca Schiavone, la meno giovane tra le tre, e non ce ne voglia se lo ricordiamo, è stata la prima giocatrice italiana di tennis ad aver vinto un torneo del Grande Slam nel singolare. Chi può dimenticare le lacrime e il bacio sulla terra rossa di Francia, dopo un match al cardiopalma contro l’australiana Samantha Stosur? Era un caldo pomeriggio del maggio 2010, ma ricordiamo tutti come le temperature siano salite davvero alle stelle soprattutto grazie alla conquista di quella coppa così prestigiosa. Con 7 titoli WTA all’attivo sia in singolare che in doppio, nel 2011 conquista la sua posizione migliore in classifica, salendo al quarto posto nel ranking, dopo l’accesso ai quarti di finale del Grande Slam d’Australia. Quasi cinque ore di match, fu una partita sofferta nel tie-break , la più lunga della storia del tennis femminile. Facile quindi intuire la tenacia di questa giocatrice, nessuna come lei sa caricare e incitare il pubblico, una grande personalità, una forza della natura. Anche in doppio si toglie delle soddisfazioni con la compagna Flavia Pennetta, raggiungendo l’8^ posizione nel 2007.

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Dopo il grande successo fino al 2011, seguono non poche delusioni per Francesca, sulla terra battuta, superficie prediletta dalla tennista, ma anche sul cemento. Questo la porta inevitabilmente a retrocedere sempre più velocemente in classifica tanto da uscire dalle prime cento del mondo, giocando partite alle quali non eravamo abituati ad assistere, vedendola abbandonare i tornei spesso anche ai primi turni. Finalmente però con la vittoria a Rio, dopo tre anni dall’ultima finale disputata, Francesca conquista posizioni in classica e rientra tra le prime 100 del mondo, riportandosi alla 96^ posizione del ranking. La leonessa è ancora capace di ruggire e infiammare gli stadi!

Guarda il video Sky della vittoria di Francesca Schiavone – https://video.sky.it/altro/altro/tennis/p63.pls

Si concludono così otto giorni di grande tennis italiano, possiamo ancora dire la nostra dopo la strabiliante conquista del torneo newyorkese da parte dell’indimenticabile Flavia Pennetta nel settembre 2015. Forse l’unico rammarico è proprio non poter contare sulla presenza della quarta campionessa italiana, che ha deciso di abbandonare il tennis professionistico.

Il tennis è uno sport da guerrieri. Queste tre ragazze combatteranno ancora, vinceranno battaglie e porteranno ancora alto il prestigio del tennis femminile italiano, ne siamo certi!

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