Roberta Vinci trionfa in Russia

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Roberta Vinci

Roberta Vinci regina di San Pietroburgo

Roberta Vinci trionfa a San Pietroburgo e piega la svizzera Belinda Bencic con il punteggio di 6/4, 6/3 in una partita meno combattuta del previsto. La pugliese è riuscita a dominare la teenager elvetica dall’inizio alla fine e non è mai sembrata davvero in difficoltà, nonostante la Bencic abbia sciorinato il suo solito tennis aggressivo. Roberta Vinci si è aggiudicata così il torneo più importante della sua carriera alla “veneranda” età di trentadue anni; una vera e propria seconda giovinezza per la finalista dello Us Open 2015! La nostra tennista sembra aver finalmente acquistato una mentalità vincente che le permette di fare suoi quei momenti della partita che in passato avrebbe lasciato all’avversaria. Adesso riesce ad annullare le palle break con un ace o, al contrario, a concretizzare quelle rare occasioni che l’avversaria di turno le concede: anche oggi contro Belinda Bencic, Roberta Vinci ha dimostrato maturità da vendere. E non è davvero poco. La svizzera ha espresso il suo solito tennis roccioso, regolare e autoritario ma non è servito a nulla contro la classe e l’esperienza della tarantina che oggi ha sicuramente vinto in grande misura grazie alla testa. Non solo: Roberta Vinci ha messo in grande difficoltà la svizzera grazie al suo marchio di fabbrica: il rovescio in slice. Questo colpo, caratteristico di una tennista come Steffi Graf, è stato riabilitato a grandi livelli proprio dalla Vinci, visto che sembrava sparito dalla circolazione.

Venendo alla partita, Belinda Bencic ha fatto spesso fatica a tirar sù da terra quel rovescio slice che si è dimostrato davvero letale per il suo colpo bimane. L’esecuzione del colpo a due mani consente, infatti, maggiore potenza alla propria palla ma, al tempo stesso, non permette un’eccessiva mobilità del corpo, soprattutto verso il basso. È proprio per questo motivo che la bella svizzera non è sempre riuscita a contrastare questo colpo velenoso e dal sapore antico; questa è stata la chiave tattica di una partita lineare e mai in discussione. Più la Bencic martellava e più Roberta Vinci affondava il colpo slice nel lato debole dell’avversaria, fino a sfiancarla. In più, mettiamoci anche la giovane età dell’elvetica e la maggiore esperienza della Vinci e il gioco è fatto: un secco 6/4, 6/3 è stato il risultato più giusto per questa finale Wta. Per il resto, l’andamento della partita è stato, come spesso accade a livello femminile, caratterizzato da molti break, da una parte e dall’altra. Questo accade perché il servizio non è un colpo definitivo a livello Wta: è raro, se non rarissimo, vedere ace o prime particolarmente incisive. Difficilmente il servizio condiziona l’andamento dello scambio. E così Roberta Vinci è riuscita a ottenere il break nei momenti giusti della partita e a sfruttare l’abbattimento psicologico della Bencic nel secondo set. La svizzera, infatti, è sembrata essere quasi rassegnata alla sconfitta contro la tarantina e ha lasciato che il match le scivolasse via dalle mani in poco tempo. Per Roberta Vinci, dunque, si tratta del decimo titolo in carriera e del ritorno alla vittoria dopo Palermo 2013. Una grande soddisfazione!

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