Scommesse nel tennis, ecco le condanne

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

tennis_wimbledon_0002_1680x10701418816383804ULBLa scure della giustizia è arrivata inesorabile. Lo scandalo delle scommesse nel tennis, scoppiato fragorosamente un mese fa, ha scatenato il prevedibile effetto di scoperchiare un pentolone all’interno del quale nessuno si aspettava potesse uscire quanto invece emerso dalle indagini. Si è sempre pensato alle scommesse come una piaga vicina ad altri tipi di competizioni, prima di scoprire un’amara, quanto inattesa verità: le scommesse nel tennis avvengono quanto e come negli altri sport, con tutte le conseguenze del caso. Proprio in questa direzione le condanne, che hanno visto coinvolti anche gli stessi arbitri, attivamente partecipi nel circuito delle scommesse nel tennis. Due sono stati squalificati, altri quattro condannati. La Federazione internazionale in un comunicato congiunto con la Tennis Integrity Unit (Tiu), l’organismo che vigila sulla regolarità delle partite ha sostanzialmente confermato quanto riportato da The Guardian, a cui si deve la deflagrazione di questa autentica bomba relativa alla piaga delle scommesse nel tennis.

Dicevamo delle squalifiche: sono due gli arbitri colpiti dal provvedimento. Il kazako Kirill Parfenov è stato infatti squalificato a vita addirittura un anno fa, dopo essere stato riconosciuto colpevole di avere “contattato un altro ufficiale di gara su Facebook, nel tentativo di manipolare il punteggio delle partite”. Un altro giudice di sedia, il croato Denis Pitner, è stato sospeso per un anno l’1 agosto 2015 per avere inviato a un coach informazioni sulle condizioni fisiche di un giocatore durante un torneo e per essersi costantemente collegato a un account dal quale sono state fatte scommesse su partite di tennis. Ovviamente il fenomeno non è circoscritto a questi due isolati casi. Lo scandalo scommesse nel tennis ha orizzonti ben più ampi, come conferma il The Guardian. Altri arbitri arbitri provenienti da Kazakhstan, Turchia e Ucraina, tutti accusati di aver preso tangenti per manipolare i risultati sono coinvolti nell’inchiesta. A detta del giornale britannico, gli altri quattro casi sarebbero avvenuti nei tornei Futures nell’Est Europa. Federazione Internazionale e Tennis Integrity Unit indagano sulla possibilità che gli arbitri in questione, abbiano ritardato l’aggiornamento del punteggio, in alcuni casi fino a 60 secondi, per consentire agli scommettitori di effettuare puntate ‘live’ sul sicuro. Una vicenda losca, sulla quale deve essere fatta necessariamente piena luce, al fine di non minare la credibilità di questo sport. Le scommesse nel tennis hanno squarciato quella sorta di credito illimitato goduto dalla stessa disciplina, mai al centro di situazioni tanto spinose come quella appena emersa grazie alle rivelazioni del The Guardian. La stessa federazione, immediatamente mossasi per garantire la massima trasparenza allo scandalo delle scommesse nel tennis, non è stata immune da accuse, per il suo presunto tentativo di far passare sotto silenzio le sanzioni comminate ai protagonisti dello scandalo. Ora però, il rimpallo di accuse non serve a nulla. Il problema delle scommesse nel tennis va affrontato e risolto in maniera energica prima che diventi una piaga non più estirpabile. L’opera fondamentale sarà quella di impedire la perdita di fiducia da parte dei tanti appassionati, come successo con il ciclismo per le note vicende relative al doping.

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