Becker: “Il segreto di Djokovic? Lo spirito da Street Fighter”

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Becker e Djokovic
Il segreto di Novak Djokovic? Ha una serie infinita di motivazioni per puntare a vincere, non è la prima volta che vince prove dello Slam ma ogni anno riesce a far meglio. A molti tennisti con i successi passa la fame ma per lui è diverso. E’ un vero ‘street fighter’, nel senso migliore del termine: nessuno vorrebbe affrontarlo nell’uno contro uno quando è al top. Le vittorie piu’ belle del 2015? Quelle su Federer a Wimbledon e agli Us“.

Classe, qualità tecniche e una tenacia fuori dal comune, sono queste le doti del numero uno del mondo secondo il suo allenatore Boris Becker in questa intervista rilasciata all’agenzia AdnKronos. Ed è la stagione da incorniciare che ha riportato Djokovic a guadagnare una nomination come miglior sportivo dell’anno ai Laureus World Sports Awards che quest’anno si terranno a Berlino. “Ha già ricevuto questo riconoscimento lo scorso anno ed ora quest’altra grande annata: ha giocato 88 partite vincendone 82 portando a casa tre prove dello Slam oltre alla finale persa al Roland Garros. Pochi giocatori, per non dire nessuno, possono vantare un’annata del genere. Come coach spero di avergli dato qualcosina di più rispetto a quanto già aveva prima di scegliermi come coach –prosegue l’ex tennista tedesco vincitore in carriera di 6 prove dello Slam nel singolare-. L’apice della stagione appena trascorsa? Battere Federer nella finale di Wimbledon ripetendosi agli Us Open. A New York è stata una vera e propia guerra, lo stadio stava dalla parte di Roger tranne qualche sparuto gruppo di serbi e il sottoscritto. Onestamente non so come abbia fatto“.

Prima di ripercorrere la stagione passata Becker dice la sua su questo inizio di 2016 scoppiettante con il successo agli Australian Open contro Murray, sesta vittoria negli ultimi 9 anni sul cemento di Melbourne. “Si tratta della prima prova dello Slam che ha vinto in carriera e questo crea il feeling giusto con l’ambiente. La superficie gli piace e i tifosi australiani lo amano“. Dal successo australiano alla sconfitta nella finale del Roland Garros del 2015, la vera grande delusione della stagione passata. “Ai quarti doveva incontrare Nadal che a Parigi ha vinto 9 volte, una sorta di finale anticipata che lui ha giocato al meglio. Due giorni dopo ha incontrato Murray -sottolinea l’allenatore di Djokovic– una sfida che si è protratta fino al sabato permettendogli di riposare un giorno meno del suo avversario. In finale ho pensato sarebbe arrivato col serbatoio pieno solo a metà contro un ottimo Stan Wawrinka e così è stato ma è umano“.

Infine uno sguardo al futuro e agli obiettivi nel mirino del campionissimo 29enne tra cui, giura Becker, non c’è il primato di vittorie nelle prove dello Slam appannaggio di Federer a quota 17. “Non è qualcosa di cui parliamo. Il nostro obiettivo è giocare il meglio possibile anche quest’anno, vincere tornei e possibilmente prove dello Slam (al momento Djokovic è a quota 11 ndr). Non ho idea di quanto a lungo Novak voglia ancora giocare. E’ molto difficile vincere una prova dello Slam e per ottenere il record gliene mancano ancora diverse“, conclude Becker.

 

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