Coppa Davis, ecco perché l’Argentina è più forte di noi

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Coppa Davis

La Coppa Davis del 2016, fino ad ora, non ha portato alcuna sorpresa: sono passate come da copione le squadre più forti, ossia Argentina e Italia. Mentre l’Argentina ha convinto sotto ogni aspetto giocando anche con una formazione  rimaneggiata (mancavano, infatti, Juan Monaco e Juan Martìn Del Potro), l’Italia no. Nonostante il punteggio tondo, 5/0, i primi due singolari  di Coppa Davis giocati da Lorenzi e Seppi sono stati più complicati del previsto, addirittura drammatico il primo nel quale il toscano ha vinto solo per i crampi di Chiudinelli. Eppure, in conferenza stampa il nostro capitano, Corrado Barazzutti, esprime sicurezza: “Io spero che questa squadra possa ottenere un risultato migliore di quello della semifinale, ci sono le possibilità. Noi in casa, sulla terra, siamo una squadra difficile per tutti e se ci sono le condizioni si potrebbe raggiungere un buon risultato.” (Ubitennis). Ma le cose non stanno proprio così. O almeno, il quadro non è così roseo come potrebbe sembrare. Innanzitutto, cerchiamo di analizzare nel dettaglio la squadra argentina di Coppa Davis. I probabili tennisti impiegati saranno Leonardo Mayer, Juan Monaco, Federico Delbonis e Juan Martìn Del Potro, tutti nomi di assoluto livello e forza tecnica. Da un punto di vista collettivo di squadra, l’Argentina ha, assieme alla Francia, il miglior organico. Le altre squadre si affidano soprattutto al singolo campione: Murray, Djokovic, Nishikori.

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Tecnicamente più forti

Attualmente il più forte del gruppo è Leonardo Mayer, un tennista solido e concreto, dotato di un rovescio a una mano di elevatissima qualità. Anche se da un punto di vista mentale l’argentino è piuttosto altalenante, la sua forza tecnica è indiscutibile; se dovesse essere scelto come primo singolarista, probabilmente assisteremmo a uno scontro con Fabio Fognini. Conosciamo tutti le eccelse qualità del ligure, ma sappiamo anche che, nella giornata storta, può perdere da chiunque: Fabio è così, grandi salite (chi non si ricorda della vittoria su Nadal allo Us Open del 2015?) e inesorabili discese. D’altronde, la scelta sembrerebbe obbligata visto che Federico Delbonis ha più volte messo in difficoltà lo stesso Fabio sulla terra rossa di Rio, in Brasile, e rischieremmo troppo. Dunque, la prima giornata di Coppa Davis potrebbe essere questa: Fognini-Mayer e Seppi-Delbonis. Due incontri difficilissimi dove sicuramente non partiamo come favoriti. Nel doppio, invece, abbiamo qualche speranza in più: Fognini e il bolognese Simone Bolelli sono una delle coppie più forti del circuito. Si intendono a memoria e hanno dei meccanismi ben oliati, anche se vanno meglio sul veloce piuttosto che sulla terra rossa. Non abbiamo considerato però la cosa più importante: e se Juan Martìn Del Potro tornasse a un livello quantomeno accettabile? L’asticella si sposterebbe ancora di più verso l’Argentina e cambierebbe un po’ tutto dal punto di vista tattico. A quel punto il primo singolarista di Coppa Davis sarebbe senza ombra di dubbio lui (campione dello Us Open 2009), il secondo Mayer e il terzo Delbonis. Slitterebbe ancora più indietro Juan Monaco che attraversa la parabola discendente della sua splendida carriera, essendo stato numero dieci del mondo. Come tifosi, naturalmente, tiferemo tutti Italia, compatti. Ma sarà una vera e propria battaglia all’ultimo sangue.

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