Davis: è un 3 a 0 azzurro troppo sofferto

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

La Davis sorride all’Italia. Con la vittoria del doppio Seppi/Bolelli, infatti, gli azzurri si sono aggiudicati il terzo punto necessario per la qualificazione ai quarti e la certezza di rimanere nel World Group. La nostra coppia, come era logico aspettarsi visto i risultati recenti ottenuti, hanno superato abbastanza agevolmente quella svizzera, inedita e improvvisata per colpa di mancanze di alternative, composta da Chiudinelli-Laaksonen. Il punteggio finale, 6-3 6-1 6-3, non lascia spazio ad alcuna interpretazione se non quella di una dimostrazione di una superiorità abbastanza netta dei due giocatori italiani.
Ma che bilancio possiamo stilare di questi due giorni di Davis? Alcune considerazioni, certo, ma non eccessivamente numerose. Innanzitutto, è fondamentale ribadire che l’Italia avesse l’obbligo di qualificarsi, visto l’avversario che aveva di fronte, una Svizzera alla quale mancavano due eccellenze del tennis elvetico, un campionissimo assoluto come Roger Federer e un fuoriclasse abituato ai piani alti del ranking e vincitore di due prove dello Slam (Australian Open nel 2015 e il Roland Garros nel 2015) come Stanislas Wawrinka. Senza questi due insomma, il compito di qualificarsi era nettamente alla nostra portata.
Riguardo in maniera più dettagliata ai match che si sono susseguiti da venerdì, possiamo dire che i primi due, ossia Lorenzi-Chiudinelli e Seppi-Laaksonen, anche se vinti, sono stati troppo sofferti. In particolare, quello che vedeva impegnato il giocatore toscano. Il primo set dell’incontro è un’autentica maratona con i due che si rincorrono nei punteggi. Lo svizzero è implacabile al servizio, con l’italiano, però, bravo a rimanere lucido nei propri turni battuta. Si arriva al tie-break, assolutamente storico, visto, che risulterà essere il più lungo della storia della Davis (per quanto riguarda i singolari) con la vittoria per 15-13 per Lorenzi. Sembrava che il match si potesse risolvere velocemente dopo la vittoria anche del secondo set da parte del senese per adozione. Ma Chiudinelli inizia giocare un ottimo tennis, trionfando nel terzo e quarto set. Il quinto assume aspetti cinematografici, con l’elvetico che sale sino al 5-2, ma grazie anche l’apporto costante dei pesaresi e agli errori dell’avversario, Lorenzi stringe i denti e riesce non solo ad arrivare sul 5 pari, ma ad aggiudicarsi il match per 7-5. Tutti felice per la vittoria, certo, ma non dimentichiamoci che Lorenzi precede Chiudinelli di oltre 50 posizioni nel ranking, giocava in casa, sulla terra rossa e invece ha visto i fantasmi della sconfitta. 
Anche se con meno differenza, visto il 3-0, anche il secondo incontro di Davis non è stato così agevole per Andreas Seppi. L’avversario, Henri Laaksonen, è un giocatore che non è mai andato sino ad ora oltre la 176esima posizione in classifica, ben 150 posizioni dietro all’altoatesino (è attualmente n. 26). A parte il primo, vinto per 7-5, il secondo si è deciso al tie-break, il terzo è stato vinto dallo svizzero, con il quarto, finalmente che ha visto il nostro trionfare in maniera netta (6-3). Troppi errori, come ha affermato lo stesso Seppi, hanno condizionato la sua prova, ma tuttavia, rimane una occasione persa nel quale dimostrare davvero la grande differenza di valori che intercorre tra i due giocatori.
Fortunatamente, il doppio italiano di Davis raramente delude e il punto che ci serviva non si è fatto attendere.
Adesso, ci aspetta la vincente tra Polonia e Argentina, due squadre buone ma non insormontabili, con la prima che sarebbe in trasferta mentre riguardo alla seconda, giocheremmo in casa. Sicuramente, andrà alzato il nostro livello. Non è più possibile soffrire così tanto con giocatori che occupano posizioni oltre la numero 100 su superfici a noi “care”. La Davis senza giocatori come Federer e Wawrinka è tutta un’altra cosa, ma noi non sempre diamo l’impressione che sia così.

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