Dominic Thiem sarà l’erede di Federer. Ecco perché

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Dominic Thiem

Dominic Thiem è l’erede naturale di Sua Maestà Roger Federer? Riuscirà in un prossimo e non troppo lontano futuro ad imporsi ai vertici del tennis mondiale? Sì, senza alcun dubbio. Vediamone assieme il perché. Prima di addentrarci in questioni prettamente tecniche, è bene ricordare l’età anagrafica dell’austriaco e il numero di titoli conseguito: 22 e 5. Numeri straordinari! Dominic Thiem, nato a Wiener Neustadt il 3 settembre 1993, è riuscito a conquistare già 4 tornei Atp 250 (Nizza, Umago, Gstaad, Buenos Aires) e un 500 (Acapulco), di cui quattro sulla terra rossa e uno, quello messicano, sul cemento. Ma veniamo a noi. Possiamo dire con certezza che l’austriaco prenderà saldamente in mano lo scettro dello svizzero per diversi motivi: in primo luogo, per quel meraviglioso rovescio a una mano. Dominic Thiem, proprio come Roger Federer, possiede un efficace ed esteticamente impeccabile rovescio a una mano: il movimento è elegante, fluido e incredibilmente potente. In un’era tennistica in cui il rovescio è solo ed esclusivamente bimane (per svariate ragioni, in primis la maggiore potenza visto che la mano dominante è coadiuvata dall’altra), veder trionfare e dominare gli avversari con il movimento a una mano fa davvero stropicciare gli occhi.

Il secondo punto che accomuna Dominic Thiem a Federer è la straordinaria imprevedibilità del loro servizio. La battuta dell’austriaco è forte e molto variata; gli avversari spesso sono storditi perché non sanno mai cosa aspettarsi da lui, se un colpo piatto, uno slice oppure un kick. Anche qui il movimento è elegante e fluido, con quel piegare delle gambe che possiede un eco edberghiano. Tennis d’altri tempi. Ancora, parliamo del luogo di nascita e della sua cultura, l’Austria. Esattamente come Federer, i due sono originari del nord Europa e possiedono una mentalità differente dagli altri tennisti e sportivi in generale: hanno l’attitudine al lavoro e al sacrificio, alla fatica e agli allenamenti, spesso duri. Un altro giocatore di cui si parlava anni fa come un possibile erede dello svizzero, Grigor Dimitrov, a causa di una mentalità debole si è poi perso per strada. Anche lui gran rovescio a una mano, tecnica eccelsa, servizio bomba (una media di 200 km/h), ma, per contro, un carattere poco adeguato ai suoi mezzi: Dimitrov si è (forse) irrimediabilmente perso tra fidanzate illustri e bellissime (Maria Sharapova) e vita glamour. Con Dominic Thiem questo non sembra proprio possibile. Come ultimo aspetto, và considerata la concorrenza a cui andrà incontro l’austriaco un domani, probabilmente meno spietata di quella che ha subìto Federer. Roger ha dovuto affrontare avversari del calibro di Nadal, Djokovic e Murray, senza contare il livello altissimo di tutti gli altri top ten. Thiem, realisticamente parlando, dovrà vedersela con Rublev, Zverev, Coric e la nuova stella americana: Taylor Fritz. Al momento, l’unico che potrà impensierire Thiem in futuro sarà proprio Fritz, dotato di un potentissimo gioco da fondo e di una solidità incredibile, nonché di una maggiore giovinezza; gli altri, benché se ne parli bene da molti, troppi, anni, non sembrano alla sua altezza. L’incoronazione ufficiale, inoltre, arriva anche da un ex campione come Guillermo Coria, il quale ha detto: “Thiem è un futuro numero uno, ha tutte le carte in regola. Nella sala giocatori abbiamo parlato della sua velocità, di come accelera e rincorre la pallina. Inoltre ha un servizio in kick che è spettacolare. L’unica cosa che credo debba migliorare sia la postura in campo, deve essere un’ po più ordinato, quando scatterà questo “click” allora sarà indubbiamente più forte, senza dubbio dentro i primi otto. Quando Djokovic abbasserà il proprio livello, tra uno o due anni, Thiem sarà lì a gareggiare per il primo posto. Vederlo giocare dal vivo è senza dubbio un’altra cosa, ha una buona volée, un rovescio impressionante, insomma è davvero completo.” (www.tennisculture.it)
Vai Dominic Thiem, il futuro è tuo!

  •   
  •  
  •  
  •