Paolo Lorenzi batte Chiudinelli. Quando Davide batte Davide (e non Golia)

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Paolo Lorenzi
Paolo Lorenzi batte lo svizzero Marco Chiudinelli con il punteggio di 7/6, 6/3, 4/6, 5/7, 7/5 dopo una maratona di oltre quattro ore. L’incontro, valido per il primo turno di Coppa Davis, si è svolto all’Adriatic Arena di Pesaro sulla nostra tanto amata terra rossa, la superficie più congeniale per noi italiani. Dovremmo essere contenti per questo successo di Paolo Lorenzi, eppure qualcosa di amaro in bocca è rimasto, nonostante tutto. Perché? Le ragioni, in fondo, sono molte. Prima di tutto perché una competizione importante come la Coppa Davis andrebbe amata, celebrata e rispettata intensamente, mentre accade tutt’altro. A vedere la lista dei nomi messi in campo da Severin Luthi viene un po’ di malinconia: Henri Laaksonen (n. 176), Marco Chiudinelli (n. 183), Adrien Bossel (n. 343) e Antoine Bellier (n. 684). I grandi assenti, tanto perché non c’era alcun bisogno di specificarlo, sono Roger Federer e Stanislas Wawrinka: è vero, Federer è alle prese con un ginocchio ballerino, ma probabilmente non avrebbe partecipato lo stesso alla competizione a squadre più snobbata del pianeta. Dal canto nostro, manca il solo Fabio Fognini che si era procurato a Rio una lesione addominale; per lui si prospettano almeno quaranta giorni di stop.

Paolo Lorenzi, grinta e paura

Chi segue questo sport lo sa: Paolo Lorenzi è un grande lottatore. Generoso, volitivo, leader indiscusso del circuito Challenger; d’altro canto non si vincono per caso ben diciassette tornei “minori”. Detto questo, però, è anche vero che come prima sfida di Davis, l’incontro Paolo Lorenzi – Marco Chiudinelli non è proprio il meglio del tennis mondiale. Ci saremmo aspettati un Fognini – Federer in singolo e uno spettacolare Fognini/Bolelli vs Wawrinka/Federer in doppio. Avremmo perso? Probabilmente sì e nettamente, ma avremmo visto sul campo giocatori di livello assieme al bel gioco. Sarebbe stata una sfida con la S maiuscola. Invece di tutto questo, abbiamo assistito a una partita in tono minore, a un Davide contro Davide in cui ha regnato sovrana la paura. Paolo Lorenzi ha tentennato per tutto il primo set dove ha giocato male, troppo contratto; alla fine è riuscito ad aggiudicarselo in un tie break rocambolesco e un po’ fortunato. Sulle ali della vittoria ha vinto il secondo set in scioltezza e poi è scattato qualcosa nella testa del toscano. Probabilmente pensava di aver già vinto. Il tennis, però, non è tenero con chi ha cali di concentrazione: e così, Chiudinelli si è rifatto sotto in maniera prepotente vincendo il terzo e il quarto set. Alla fine, al quinto, lo svizzero ha avuto tre match point ma non li ha concretizzati per via dei crampi: praticamente non riusciva più a camminare. Queste le parole di Paolo Lorenzi, a caldo: Mi sono complicato la vita, ma sono soddisfatto. Lui non ha regalato nulla, è stata una battaglia. Il tiebreak del primo set è stato fondamentale, fisicamente stavo bene e annullare sei setpoint mi ha aiutato anche psicologicamente. Non sono stato aggressivo sulle palle break dal terzo set in avanti, ma lui poi è crollato. Sui matchpoint ho cercato di fare gioco e non sbagliare scelte. La nostra squadra è forte e so che faremo bene.” (Ubitennis)

Noi lo speriamo con tutto il cuore. Anche se, a pensare di aver vinto al quinto set, dopo oltre quattro ore di gioco e solo grazie ai crampi, contro Marco Chiudinelli, un po’ di malinconia scende giù. Inevitabilmente, forse.

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