SHOCK-DOPING Maria Sharapova: la russa risulta positiva ai test

Pubblicato il autore: laura.mondarini Segui

maria

La bestia nera del doping colpisce ancora.

Ieri mattina Maria Sharapova ha convocato una conferenza stampa lampo nella sala convegni di un Hotel di Los Angeles.

Se giornalisti e fans temevano la possibilità di un annuncio che potesse riguardare l’addio al tennis dell’atleta russa, o magari i più romantici pensavano alla dichiarazione di una dolce attesa, tutti sono stati amaramente smentiti dalle parole di Masha, numero 7 al mondo della classifica WTA.
Maria entra in sala e prende parola, scura in volto, decisamente tesa e vestita di scuro.

Cosa succede quando un’atleta di questo calibro, ex numero 1 del tennis, personalità di spicco dentro e fuori dal campo, testimonial di campagne di peso e di brand blasonati, esempio di forza, coraggio, eleganza e professionalità, risulta positiva al test anti-doping?

La rivelazione lascia tutti a bocca aperta, è una doccia gelata per i suoi sostenitori e per chi ama il tennis. Visibilmente mortificata, lei che prese la racchetta in mano per la prima volta quando aveva quattro anni, chiede scusa a tutti, ma soprattutto al suo sport. Avrebbe sognato un finale diverso ed ha una gran paura all’idea che debba dire addio alla sua attività proprio in questo modo.

Il farmaco – A gennaio, durante gli Australian Open, l’ITF (International Tennis Federation) aveva già comunicato alla tennista e agli altri atleti che il Meldonium, è questo il nome del farmaco incriminato, era stato inserito nella lista proibita della Wada (World Anti-Doping Agency) dal primo giorno del 2016. La comunicazione inviata per mail, non sarebbe stata presa in considerazione da Masha, che ammette le sue colpe, dichiarando di non aver nemmeno preso visione della notizia inviatale. La sostanza in questione, che Maria ha confermato di assumere dal 2006 principalmente per una sua situazione familiare che contava numerosi casi di diabete, sarebbe un concentrato di effetti benefici. E’ doveroso sottolineare, come afferma anche la tennista, che il farmaco era stato assunto legalmente negli ultimi 10 anni, prescritto dal suo medico personale a causa di  una carenza di magnesio dovuta a un principio di diabete ereditario.
Il Meldonium, farmaco anti-ischemico, è molto diffuso in Russia, ha un prezzo molto basso e viene prodotto in Lettonia. Oltre ai suoi effetti positivi su cefalee, disturbi al cuore e diabete, sarebbe stato inserito nella lista Wada perché migliorerebbe in modo determinante le prestazioni dell’atleta, al quale garantisce una maggiore resistenza, minore fatica e recupero più veloce, grazie agli effetti positivi sulla coagulazione e la circolazione. Inoltre non è da sottovalutare il fatto che il Meldonium sarebbe in grado di nascondere l’assunzione di EPO, sostanza dopante utilizzata soprattutto nel ciclismo.

Cosa rischia – L’ipotesi più accreditata è che la tennista russa rischi una squalifica provvisoria dai quattro ai sei mesi, vista l’assunzione del farmaco già dal 2006. Si ridurrebbe tutto ad un episodio in cui l’atleta avrebbe prestato poca attenzione, in cui la negligenza e la buona fede scongiurerebbero l’epilogo più scioccante.

Si perché l’altra possibilità è quella che il Wada valuti l’accaduto con la pena più severa possibile: tutt’altro che disattenzione, ma anzi squalifica per quattro anni, che si tradurrebbe di fatto in un addio alla carriera sportiva. L’ITF ha intanto comunicato che la squalifica provvisoria avrà inizio dal 12 marzo 2016, in attesa di una sentenza definitiva.

Ma Maria Sharapova era o non era a conoscenza di tutti questi rischi? “La colpa è mia, il corpo è mio e la responsabilità è mia. Ho commesso un errore enorme”. Ma quanto è sottile la linea che divide una sostanza stupefacente da un medicinale? Quanto puoi permetterti se il tuo nome è Maria Sharapova di prestare poca attenzione ad aggiornamenti di farmaci illegali? Una cosa è certa: il danno è ormai compiuto e la tennista può solamente sperare che a lei venga riservato un trattamento che forse, al cospetto di un nome meno altisonante, avrebbe rappresentato una condanna immediata. E’ la tennista più pagata al mondo, una delle sportive più ricche del pianeta, ed anche se fosse stata impegnata a fare altro al momento dell’arrivo dalla mail, risulta difficile credere non ci sia stato qualcuno nel suo staff a riferirle il tutto.

Gli sponsor le danno il ben servito – Se per la sentenza conclusiva dovremo aspettare ancora qualche giorno, ci pensano gli sponsor dell’atleta a prendere subito la situazione in mano. Il brand Nike ha comunicato di non voler intrattenere più alcun tipo di rapporto lavorativo con la tennista russa. “Siamo rattristati e sorpresi dalla notizia…Continueremo a monitorare la situazione.” Anche la compagnia svizzera nel settore dell’orologeria Tag Heuer annuncia di non voler più valutare l’ipotesi di continuare a collaborare con l’atleta vista la scadenza di contratto al 31 dicembre 2015.

Come andrà a finire questa storia? Per Maria si tratta senza dubbio della sua partita più difficile, fin’ora il risultato sembra evidente: comunque vada è la più grande sconfitta della sua carriera.

Guarda il video della conferenza stampa sul sito de Il corriere della Sera https://video.corriere.it/tennis-sharapova-annuncia-positiva-test-antidoping-australian-open/8e8ce8d2-e4a8-11e5-9e78-e03cf324c1ba

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