Doping: Sharapova graziata?

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Maria Sharapova sanatoria MeldoniumE’ in arrivo una ‘sanatoria’ sui casi di doping del meldonium, la sostanza dichiarata da Maria Sharapova e a seguire scoperta in molti atleti russi. Lo ha dichiarato la WADA (World Anti-Doping Agency) l’agenzia mondiale antidoping, precisando che alcuni dei 120 positivi “potrebbero evitare la sospensione” in mancanza di dati certi sulla tempistica di permanenza del farmaco nell’organismo. A usufruire della sanatoria sarebbero gli atleti che hanno cominciato ad assumere il meldonium prima di inizio 2016, quando la sostanza è stata inserita nella lista proibita.

La WADA ha annunciato che il provvedimento avrebbe valore sui test condotti prima del 1° marzo di quest’anno. Il meldonium, infatti, è stato inserito dal 1° gennaio 2016 dalla WADA nella lista delle sostanze proibite anche se l’Agenzia ha avvisato gli atleti con diversi mesi d’anticipo. Soprattutto in Russia questi avvertimenti sono stati però lettera morta, con oltre 100 atleti che hanno fallito i test.

Questa decisione della WADA va incontro quindi ai tanti che sono risultati positivi a questa sostanza nei primi mesi del 2016 e tra questi le fuoriclasse russe di tennis e nuoto, Maria Sharapova e Yulia Efimova, sempre che la presenza di meldonium nei loro casi sia stata inferiore a un microgrammo.

Appoggiamo e sosteniamo la decisione della Wada, perché dimostra la volontà di capire la situazione piuttosto che attaccarsi ai codici -ha affermato il ministro dello sport russo, Vitaly Mutko-. Ora si studino i tempi di smaltimento del meldonium nel corpo umano“.

Si apre pertanto uno spiraglio importante per Maria Sharapova e tutti gli atleti coinvolti nello scandalo doping legato al meldonium. Lo scorso 7 marzo con una conferenza stampa Maria Sharapova aveva comunicato la sua positività – al meldonium – ad un test antidoping effettuato durante gli Australian Open dello scorso gennaio. La 28enne siberiana si era giustificata dichiarando di assumere da anni il Mildronade, farmaco che si utilizza per la cura di problemi legati al diabete e che contiene appunto meldonium, e di non essersi resa conto che la sostanza incriminata fosse stata inserita tra quelle vietate dal primo gennaio. In conseguenza di queste dichiarazioni “Masha” corre il rischio di una squalifica di 2 anni oltre all’aver già perso importanti sponsor come Nike, Tag-Heuer, Porsche ed essere stata sospesa programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, l’UNDP (United Nations Development Programme), dove la russa è stata “Ambasciatrice di Buona Volontà”.

LE REAZIONI Nel caso in cui si rivelassero fondate le indiscrezioni sulle scelte della WADA la tennista russa potrebbe partecipare alle prossime Olimpiadi estive di Rio de Janeiro tanto che il numero uno della Federtennis russa, Shamil Tarpischev si è già spinto a dichiarare che: “Se la Federazione Internazionale prenderà questa decisione c’è la speranza che Maria Sharapova possa competere alle Olimpiadi“.

Da segnalare, infine, che il cambio di atteggiamento della WADA è dovuto principalmente al fatto che  la Russia sta cooperando in modo aperto con le organizzazioni sportive internazionali sui casi di doping. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov il quale attraverso  la Tass, ha sottolineato che: “il Presidente Putin ha già detto che tali situazioni devono essere esaminate con calma, in modo aperto e in piena cooperazione con le organizzazioni internazionali di competenza. Questo è quanto sta succedendo ora“.

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