Fed Cup: Italia travolta dalla Spagna. Una sconfitta di un intero movimento

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Fed Cup amarissima per l’Italia. Le azzurre sono state, infatti, travolte 3 a 0 dalla Spagna nello spareggio per restare nel World Cup. L’ultimo punto che ha decretato la sconfitta delle nostre senza alcun appello, è stato quello portato dalla tennista ispano-venezuelana Garbine Muguruza contro Roberta Vinci: 6-2, 6-2. La tennista iberica è stata spietata e ha dimostrato tutta la sua superiorità, data da un ranking da top player (è numero 4 al mondo),  una freschezza fisica straripante e una età anagrafica nettamente inferiore a quella della Vinci, senza dimenticare ovviamente il suo talento con ancora enormi margini di crescita. Se poi, consideriamo anche la non perfetta condizione della tarantina, apparsa in difficoltà sin dai primi giorni, il risultato è abbastanza scontato. Insomma, due giorni di disastro totale, ma abbastanza prevedibile.
Che le nostre possibilità di aggiudicarci una sfida così impari e restare nel gruppo che conta della Fed Cup fossero già apparse minime,
è stato evidente nella giornata di sabato. Nel primo incontro, la trentacinquenne Francesca Schiavone (che ha sostituito all’ultimo momento  l’infortunata Sara Errani e che prendeva originariamente il posto della Giorgi), è durata solo il primo set, e forse anche in maniera abbastanza sorprendente. Di fronte, la stessa Muguruza, che inizialmente non appariva del tutto entrata nel match, con errori troppo numerosi e dotata di un insolito nervosismo ma riconoscendo ovviamente anche non pochi meriti all’italiana, che grazie al suo gioco estroso e sempre bello da vedere, ha creato non pochi problemi alla spagnola. Fattori che hanno comunque spinto il primo set sino al tie-break. Qui, anche a causa di distrazione extra-tennistiche (malore che ha colpito uno spettatore e che ha causato l’interruzione per qualche minuto del match e il fastidio provocato da un insetto che avrebbe addirittura punto la Schiavone), che hanno abbassato il livello di tensione della “leonessa”, in accoppiata con qualche errore di troppo, il set viene vinto dalla Muguruza. Riguardo al secondo, non c’è storia. La Schiavone parte malissimo, perde il servizio e da lì in poi, è un monologo per la spagnola, la quale annienta letteralmente la nostra giocatrice in merito a tutti i fondamentali. E’ un 6-0 spedito. Il secondo incontro di questo turno di Fed Cup vede scendere Carla Suarez Navarro (numero 6 del ranking), e Roberta Vinci è un’altra dimostrazione della superiorità assoluta delle giocatrici iberiche. La tarantina sembra avulsa da tutto, sofferente di fronte al dritto della sua avversaria che fa davvero male. La contromossa più logica che dovrebbe appartenerle, ossia il suo bel gioco fatto di rovesci tagliati e colpi molto tecnici, questa volta, non riesce ad essere attuata. Troppa differenza di “peso” nelle risposte tra le due. Il risultato è ancora più impietoso di quello del match della Schiavone: 6-1, 6-1 in un’ora e 32 minuti. E per concludere la “catastrofe”, il 3-0 di oggi.
Sarebbe una disamina poco lucida attribuire questa pesante sconfitta tutta al forfait della Giorgi. La Spagna avrebbe vinto ugualmente anche con la maceratese in campo e, probabilmente, lo “score” finale non sarebbe stato molto differente.
Quello che fa più male è senza dubbio appurare che l’Italia torna in serie B in Fed Cup dopo 18 anni e soprattutto dopo un decennio (negli anni 2006-2013), che ha visto le azzurre salire sul podio più alto in diverse occasioni e avere la possibilità di disputare finali contro squadroni. Una retrocessione preoccupante che riguarda anche il nostro movimento. I problemi non pochi: manca un ricambio generazionale. Le giocatrici italiane che sono scese in campo oggi sono entrambe ultra trentenni e dopo la Giorgi, in classifica, c’è il vuoto e per trovare un’altra azzurra, bisogna andare, e di molto, oltre la centesima posizione. In questo momento, la Fed Cup sembra non appartenerci più ed è questo l’aspetto più desolante.

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