Kyrgios-Nishikori: il giapponese in finale a Miami

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

La finale 2016 del torneo di Miami sarà Djokovic-Nishikori. Il serbo, qualificatosi contro il belga Goffin con il punteggio di 7-6(5) 6-4, lotta per eguagliare il primato assoluto di Agassi sul cemento di Key Biscayne: sei vittorie in carriera. Seconda finale 1000 per il giapponese prodotto dall’accademia di Nick Bollettieri.

Novak-Djokovic

PRIMO SET KYRGIOS-NISHIKORI Il giapponese domina l’australiano (che entrerà nella top 20 da lunedì prossimo sulla scia di quanto ha realizzato in passato) con un tennis variegato nel ritmo, nei tagli e nella ricerca degli angoli. Kyrgios è apparso monocorde, capace d’interpretare solo un gioco fisico e potente per vie centrali: ha corso chilometri senza mai comandare gli scambi, non appena ha provato a cercare gli angoli la mandava fuori. Nishikori lo invita a fare a pallate, lui ci casca, forza la giocata e regala i punti. Quando non ci si mette il diabolico giapponese, il giovane Nick fa tutto da solo rinunciando ad attaccare a rete la seconda di servizio – deboluccia – di Kei e sprecando malamente in battuta: Kyrgios ha commesso due doppi falli, con il primo ha fatto scappare Nishikori al terzo game, con il secondo gli ha regalato il set. Kei se l’è vista brutta ai quarti quando ha annullato cinque match point a Monfils, graziato per almeno due volte dal francese: nel primo set è stato praticamente perfetto concedendo il minimo sindacabile a Kyrgios.

SECONDO SET KYRGIOS-NISHIKORI Il break arriva con un game d’anticipo rispetto al set precedente. Dopo nemmeno quaranta minuti di partita Nishikori è avanti 2-0 ma il brek viene vanificato nel turno di battuta successivo: il giapponese cancella la prima palla break di Kyrgios prendendo mezza riga con il suo meraviglioso rovescio bimane, poi concede il 2-1 con un doppio fallo. Discutibili scelte tattiche del ragazzo di Matsue, apparso meno lucido del solito. Kyrgios ci crede, caccia qualche urlaccio per caricare se stesso e un pubblico statunitense rassegnato a una semifinale già scritta ma il footwork del nipponico torna di alta qualità, a discapito invece di una capacità di risposta meno incisiva rispetto all’inizio. La logica conclusione è il tie-break? No, se ti chiami Nick e tiri ogni punto come se fosse l’ultimo della tua vita. L’australiano ha commesso troppi errori non forzati durante la partita, sul 6-5 e servizio ha annullato un match point spingendo (giustamente) sul dritto di Kei, prima di capitolare sotto il colpo a rete dell’avversario, favorito da un tocco maligno del nastro. Kyrgios-Nishikori finisce in un’ora e ventitré minuti, simpatico notare che i tre break avvenuti in partita siano nati a seguito di tre doppi falli.

nishikori1
Kyrgios-Nishikori è stata una semifinale ordinaria poco combattuta nel primo set, apprezzabile nel secondo. Il giapponese approda meritatamente alla finale dove affronterà un Novak Djokovic non al massimo della condizione psico-fisica: partita quasi perfetta per Kei dopo un quarto di finale da brividi dal punto di vista tecnico-tattico (tanto da far urlare taluno a un suo ritorno all’accademia del maestro Bollettieri). Per Nick Kyrgios deve essere una sconfitta salutare e da lunedì ripartire dalla posizione n.18 del mondo.

Risultato finale Nishikori b. Kyrgios 6-3, 7-5.

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