Tennis Fed Cup, disastro spagnolo per l’Italia di Barazzutti, un crollo annunciato

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

fbb404f11fd6ec0483b2eca87d14d054-kJ5E--650x458@Gazzetta-Web_mediagallery-pageSpagna batte Italia 4 – 0, basterebbe questo dato per far capire quanto netto sia stato il divario tra le due nazionali femminili di tennis nel playoff di Fed Cup che ha decretato la retrocessione delle azzurre in serie B, evento che non si verificava da ben 18 anni. La trasferta in terra iberica era nata già sotto auspici negativi per il caso – Giorgi, la tennista marchigiana chiamata da Corrado Barazzutti che ha rifiutato la convocazione in nazionale. Una volta giunta a Lleida, l’Italia di Fed Cup ha dovuto accusare anche l’infortunio di Sara Errani che ha estromesso la bolognese dal confronto con la Muguruza della prima giornata. Una nazionale che vuole rimanere ai vertici deve avere almeno un ricambio all’altezza delle titolari, Francesca Schiavone, a quasi 36 anni ormai non lo è più. Roberta Vinci si è presentata in Spagna dopo uno stop dovuto ad un problema all’inguine accusato negli Stati Uniti. Impalpabili le prestazioni della tarantina sia contro la Suarez Navarro che contro la Muguruza, avversarie già di per sé superiori all’azzurra. Spagna troppo forte dunque, una squadra che, al completo, può gareggiare per vincere la Fed Cup nei prossimi anni ì, potendo contare su due singolariste di livello mondiale.
In casa Italia bisogna raccogliere i cocci bella disfatta di Lleida e ripartire per tornare ai vertici di quella Fed Cup, vinta per ben quattro volte dalle azzurre negli ultimi dieci anni. L’italia femminile del tennis sta affrontando un ricambio generazionale, che nello sporto non è mai facile, con Pennetta ritirata e con Vinci e Schiavone a fine carriera bisogna assolutamente ripartire da Camila Giorgi. La marchigiana che compirà 25 anni a dicembre, deve essere la pietra su cui Barazzutti, o chi per lui, da cui dovrà partire la rincorsa alla serie A della Fed Cup. Il presidente federale Angelo Binaghi dovrà tessere la tela diplomatica con l’entourage della Giorgi, in primis con il padre Sergio, perché è impensabile che una delle migliori giocatrici italiane non partecipi ad una sfida cruciale, come è stata quella persa contro la Spagna. Sembra passata già una vita dalla finale tutta italiana dell‘Us Open dello scorso settembre tra Pennetta e Vinci, il punto più alto della storia del tennis femminile italiano, ora la realtà è la serie B, dura lex sed lex.

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