Internazionali d’Italia: l’anticamera di una nuova “Caporetto” azzurra a Parigi?

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Gli Internazionali d’Italia si sono conclusi ieri, con la vittoria, abbastanza sorprendente del britannico Andy Murray considerando l’avversario in finale, ossia Nole Djokovic e la superficie del torneo, la terra rossa, la quale, nonostante le ottime performance dello scozzese negli ultimi anni, non si può ancora annoverare tra le sue preferite. Un doppio 6-3 privo di ulteriori spiegazioni. Il 29enne, il quale ha compiuto gli anni proprio a Roma,  ha dimostrato di essere nettamente superiore al pluricampione serbo.
Ma l’edizione 2016 degli Internazionali d’Italia  ha dovuto anche purtroppo registrare la pessima (tra le peggiori in assoluto) prova generale dei tennisti italiani. Un vero e proprio disastro. Nessuno dei nostri, infatti, è riuscito a raggiungere gli ottavi del torneo. Risultato che preoccupa non poco in vista del Roland Garros.
Il risultato più deludente è stato quello che ha riguardato il numero 1 d’Italia e colui che dovrebbe avere più chance di raggiungere delle soddisfazioni sulla terra rossa, ossia Fabio Fognini. A causa della solita scarsa (diciamo nulla) concentrazione ed eccessiva tensione sempre presenti a Roma, il ligure ha compiuto un vero e e proprio suicidio sportivo di fronte allo spagnolo Garcia-Lopez, giocatore esperto e “terraiolo” ma ampiamente alla portata dell’italiano,  il quale regala praticamente il primo set attraverso troppi errori e soprattutto senza entrare mai in partita. La reazione nel secondo set non lo salva dalla sconfitta, complici anche i cronici malumori del ligure. Una eliminazione che brucia più delle altre, per le aspettative che ruotano attorno a Fognini, per l’avversario non affatto irresistibile che aveva di fronte e per la parte di tabellone non così ostico che gli sarebbe stato aperto in caso di vittoria. Un’altra ghiottissima occasione sprecata malamente per proseguire agli Internazionali di Tennis di Roma da parte di colui che dovrebbe possedere il maggiore talento nel panorama tennistico maschile di questo paese. Restando agli uomini, il solo Seppi è riuscito a superare il primo turno (soffrendo), ma avendo poi la meglio sul canadese Pospisil, per poi cedere, tuttavia, contro il francese Gasquet. Non si potevano chiedere miracoli a l’ex numero 1 d’Italia Filippo Volandri (numero 202 del ranking) di fronte a David Ferrer, il quale tuttavia, spinto anche dal calore romano, è riuscito nell’impresa di strappare il primo set al campione iberico. Prove che invece, nonostante siano finite con una sconfitta per i colori azzurri, hanno comunque entusiasmato e forse intravedere qualcosa di positivo in futuro, almeno, per uno dei due, sono quelle giunte da Marco Cecchinato e dal ventunenne proveniente dalle qualificazioni Lorenzo Sonego. Entrambi, nonostante avessero delle montagne da scalare (soprattutto il primo con Raonic), sono usciti a testa alta. In particolare, Sonego ha fatto intravedere degli sprazzi di talento nel suo match contro Joao Sousa. Forse l’unico piccolo raggio di sole in un cielo zeppo di nuvole.
La  débâcle tricolore che ha colpito l’edizione 2016 degli Internazionali d’Italia ha riguardato anche il lato femminile. Una delle più attese, Sara Errani, la quale sulla terra rossa dovrebbe dare il meglio di sé come Fognini, è stata subito “stoppata” dalla britannica Watson , crollando letteralmente nel terzo set. Ma forse la delusione più grande è giunta dalla nostra tennista maggiormente in ascesa (è numero 7 nel ranking), ossia Roberta Vinci, la quale ha perso malamente contro l’anglo-australiana Johanna Konta, indietro di una quindicina di posizioni rispetto alla nostra giocatrice e con un risultato abbastanza umiliante.  Meno sorprendenti le sconfitte, considerando la continuità delle due, di Camila Giorgi e Karin Knapp. Discorso analogo per Francesca Schiavone, 35 anni, caduta prevedibilmente di fronte alla Safarova.
Le avvisaglie di una involuzione da parte dei nostri giocatori, soprattutto le donne, erano state già presenti in Fed Cup, con le nostre letteralmente spazzate via dalla Spagna. E va detto anche che non abbiamo a disposizione uno squadrone nel complesso, nonostante la Vinci, che va verso i 33 anni, sia presente nella top ten. E abbastanza “vecchiotto” senza prospettive di ricambio generazionale. Questo, tuttavia, non deve essere una giustificazione per il disastro agli Internazionali d’Italia di quest’annoDi fronte ad avversari nella maggior parte dei casi non affatto insuperabili e con il sostegno del pubblico romano, ci si aspettava molto di più dei giocatori italiani, non certo la pretesa di una vittoria finale, ma almeno il raggiungimento dei quarti da parte di qualcuno di loro.  I segnali iniziano a essere più numerosi e Parigi rischia di essere una nuova “Caporetto” azzurra.

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