Internazionali d’Italia, Murray: “Meraviglioso vincere a Roma”

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

murray
Sicuramente Andy Murray non dimenticherà facilmente la giornata della sua prima vittoria agli Internazionali d’Italia, coincisa con il suo 29° compleanno. Specie se arrivata contro un mostro sacro, il numero 1 del mondo, Novak Djokovic.
Non è un brutto compleanno! Un grande grazie agli Internazionali Bnl d’Italia per aver organizzato un altro grande torneo, mi è sempre piaciuto venire qui e mi sembra incredibile essere in grado di sollevare il trofeo! Grazie a tutti come sempre per il vostro sostegno… Prossima fermata Roland Garros!”, ha scritto lo scozzese sulla sua pagina Facebook.
Dopo il terzo successo sulla terra rossa e il ritrovato 2° posto nella classifica mondiale con 8435 punti (alle spalle di Djokovic, 1° con 16150 punti), ora il vero banco di prova sarà proprio l’Open di Francia, dove lo scorso anno Murray è uscito in semifinale proprio contro il serbo.

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LUNGA ATTESA – Ci son voluti però 85 anni per ritrovare il Regno Unito pronto al match-point: era infatti dal 1931 che un tennista britannico non arrivava a vincere sulla terra rossa di Roma, quando Pat Hughes sconfisse il francese Henri Cochet. Tutto un altro tennis. E chi poteva farlo se non il tennista più talentuoso di Sua Maestà?
La componente storica è bella, ma è più importante guardare ai grandi giocatori che hanno vinto questo torneo.  Qui a Roma hanno vinto alcuni dei più forti tennisti di tutti i tempi, quindi sono orgoglioso di scrivere il mio nome su questo trofeo”.
Andy ha poi analizzato il suo rendimento nel torneo, svelando il segreto che gli ha permesso di battere il numero 1 al mondo: “Sicuramente ero più riposato rispetto a Novak, io ho disputato incontri veloci mentre lui veniva da due partite difficili come quelle contro Nadal e Nishikori. La chiave del successo? Io acquisto fiducia quando va bene il servizio. Anche se lui non ha giocato al massimo per me è stata una grande settimana. Vincere un Masters 1000 sulla terra è una bella soddisfazione, in passato ho avuto occasioni per farlo ma non ci ho creduto abbastanza”.

PER SOPHIA – Per Murray si è trattato del primo trionfo da quando è diventato padre della piccola Sophia. E lo scozzese ha rivelato l’effetto della paternità sul suo modo di giocare: “Oggi l’ultima cosa che ho fatto prima di scendere in campo è stata guardare una foto di mia figlia Sophia. Lei è tutto ciò per cui sto giocando ora, perchè spero che tra qualche anno possa essere orgogliosa di quello che ho fatto. Da quando è arrivata lei sono più ottimista, sono sicuro che avrà un effetto positivo sulla mia carriera e sul mio tennis. Ora ho sempre una motivazione, un qualcosa in più per cui giocare e vincere”.

NOLE GIU’ – Dopo due successi consecutivi sulla terra di Roma, Djokovic si è dovuto inchinare alla freschezza dell’avversario, cui non sono mancati però gli elogi: “Murray ha migliorato il suo gioco sulla terra, ha meritato la vittoria. Abbiamo giocato su un campo pesante, rischiando seriamente di infortunarci. Resto comunque fiducioso, ho vinto a Madrid e qui sono arrivato in finale. Porterò a Parigi tutti i lati positivi di questo torneo”.

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