Novak Djokovic, lite furiosa con l’arbitro a Roma. “Voleva solo mostrare la sua autorità”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Novak Djokovic
Novak Djokovic perde malamente a Roma contro un ottimo Andy Murray e si rende protagonista di uno spiacevole episodio con l’arbitro, l’argentino Damian Steiner. All’origine di questa incomprensione, la precaria situazione meteorologica che domenica ha aleggiato su Roma per l’intera giornata: fin dalle prime ore del mattino, infatti, c’è stata un’alternanza tra pioggia e schiarite che ha infastidito non poco i giocatori. Se l’incontro femminile tra Serena Williams e Madison Keys è stato ‘graziato’ dalla pioggia, lo stesso non si può dire di quello intercorso tra Novak Djokovic ed Andy Murray. Nel corso del match il pubblico è stato costretto più volte ad aprire e chiudere gli ombrelli a causa di una leggera pioggerellina, che, se era più che palese che non potesse essere talmente grave da interrompere una partita, ha avuto il torto di irritare tremendamente il serbo, attuale numero uno del ranking mondiale.
Novak Djokovic si è così espresso:
Non volevo la sospensione del match, chiedevo solo un break, anche solo di 5 minuti, per sistemare il campo. Non c’è una ragione per cui non l’abbia concesso. Qui non è una questione di vincere o perdere, ma di salute dei giocatori. Il campo era pesante, pioveva da un’ora, ho rischiato più volta una distorsione alla caviglia.” (La Gazzetta dello Sport)
Poi, il primo dei due attacchi all’arbitro:
Ed è ridicolo che sia un giudice di sedia che indossa scarpe normali, non da tennis, a decidere se si può giocare o no.” (La Gazzetta dello Sport)

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Novak Djokovic, troppo nervosismo

D’altronde, le dichiarazioni avvenute a fine gara non sono che la logica conseguenza di quello che si era visto in campo. Nel primo set Novak Djokovic aveva già fatto capire che non era giornata quando aveva scagliato la racchetta per terra la quale, per un beffardo scherzo del terreno, era rimbalzata nel pubblico, molto vicina a capitan Totti e famiglia. Da lì al primo scontro con l’arbitro che gli aveva (giustamente) inflitto un warning il passo è stato breve. Poi la discussione era continuata al cambio campo, quando il serbo a torso nudo ha battibeccato a lungo con l’arbitro chiedendo, ancora una volta, l’interruzione. A detta del serbo il campo era troppo pesante ma il giudice di sedia avrebbe scelto di non interrompere solamente per riaffermare il suo ‘potere’ su Novak Djokovic:
Il giudice era on fire, andava alla grande. Voleva dimostrare a me e a tutti la sua autorità, gli faccio i complimenti.”(La Gazzetta dello Sport)
Insomma, a mente fredda, pare piuttosto evidente quanto le polemiche del numero uno del mondo siano sterili e pretestuose. Se andiamo ad analizzare i fatti, il warning per un tennista che lancia la racchetta sul pubblico (in maniera involontaria, per carità, ma il risultato è lo stesso) è a dir poco sacrosanto, così come l’aver scelto di proseguire il match. La pioggia era leggera e a tratti inconsistente, troppo flebile per infastidire una partita di tennis; Murray, infatti, non ha aperto bocca e il campo era pesante anche per lui.
Poi, non pago, la stoccata all’Atp sull’ordine di gioco dei semifinalisti:
L’ordine di gioco lo impongono le tv, non credo che l’Atp abbia molta voce in capitolo. Certo, c’è una grande differenza nel giocare la semifinale prima dell’avversario. Spero che la musica cambi, ma queste non sono cose che può mutare una sola persona.” (La Gazzetta dello Sport)
Caro Nole, ma quante volte hai beneficiato TU di un tabellone e di un orario favorevole? Tante, tante volte. La memoria di un campione, a volte, è davvero corta.

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