Rafael Nadal querela l’ex ministra. E chiede all’ITF di rendere i pubblici i suoi test antidoping

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

Rafael Nadal l’aveva ribadito più volte, ora dalle parole è passato ai fatti. Querelata l’ex ministro francese Roseylne Bachelot, che lo scorso marzo aveva dichiarato che il campione spagnolo era stato fermo per 7 mesi tra 2012 e 2013 per esser stato trovato positivo all’antidoping e non per l’infortunio al ginocchio. “Sappiamo che il famoso infortunio di Rafael Nadal, che lo ha fermato 7 mesi, è certamente dovuto a un controllo positivo – aveva dichiarato – Quando vedi che un giocatore di tennis si allontana per mesi, è perchè è stato trovato positivo. Non ogni volta, ma molto spesso.”

Rafa, tramite il suo manager Benito Perez Barbadillo, ha informato che ha esposto denuncia. “Con questo, intendo non solo difendere la mia integrità e la immagine come atleta ma anche i valori che ho difeso per tutta la mia carriera – ha sottolineato Nadal attraverso un comunicato – Mi auguro anche che nessuno personaggio pubblico insulti o faccia accuse false attraverso i media contro un atleta, senza alcuna prova o fondamento e senza essere punito.”

E aggiunge: “Nel caso in cui il tribunale dovesse ritenere che sia stato commesso qualcosa di sbagliato e dovesse la senteza riconoscere i danni, qualunque risarcimento andrà ad un organizzazione no profit o ad una fondazione in Francia.”

D’altra parte, chiedo totale rispetto per la procedura legale che è appena cominciata.  Vorrei esprimere la mia completa fiducia nel sistema giudiziario francese che sarà tenuto a giudicare. Non rilascerò ulteriori comuinicati sul caso. Se desiderate avere informazioni aggiuntivie, rivolgetevi al mio addetto stampa Benito Barbadillo.”

Cg5-hN7WsAE5WlH
L’avvocato che “difenderà” il tennista maiorchino sarà Patrick Maisonneuve. Intervistato da TVE, Rafa è tornato a parlare della decisione di denunciare la Bachelot: ““Arriva un momento in cui devi dire “basta” per queste cose. Ho piena fiducia negli avvocati. Siamo nelle loro mani” – ha ribadito.

Qualche giorno dopo la denuncia, Nadal ha mandato una lettera alla Federazione Internazionale Tennis (ITF) chiedendo, per la seconda volta dal 2013, di rendere i suoi controlli antidoping pubblici: “Non si potrà più parlare liberamente e accusare senza prove. Per favore rendete tutte le mie informazioni pubbliche. Per favore rendete pubblico il mio passaporto biologico e tutti i miei controlli e le mie analisi eseguite.”

L’ITF, intercettata da AP, ha commentato queste dichiarazioni di Rafa lanciando anche una frecciatina:Non ha mai fallito un test antidoping e non ha mai violato il programma tennis antidoping. Lui ha accesso ai dati, quindi può pubblicargli anche lui.”

Intanto Toni Nadal, zio-coach di Rafa, ha così commentato questa decisione di suo nipote: “Ho letto, sarebbe molto più facile se i controlli di tutti gli sportivi, di qualunque sportivo, fossero pubblici. Dovrebbero essere pubblici per far si che le persone sappiano i controlli che si fanno. Non c’è ragione per cui i controlli non debbano essere pubblici.”

Ma ha comunque vari motivi per sorridere Nadal, che è stato nominato portabandiera della Spagna ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro: “Mercoledì mentre mi stavo allenando ho ricevuto la notizia da Alejandro Blanco (presidente delle Federazioni Olimpiche) – racconta – Non me lo perderei per niente al mondo perché non so se sarà l’ultima ma c’è la possibilità che lo sia. In quanto a portare la bandiera, lo vedo come un riconoscimento per aver avuto un comportamento corretto e per la mia etica.”

  •   
  •  
  •  
  •