Roland Garros, anche la Knapp è fuori. Momentaccio Italia

Pubblicato il autore: Domenico Nocera Segui

Wimbledon,26/06/2012 Karin KNAPP (ITA) Photo Ray Giubilo

Anche Karin Knapp, ultima “superstite” del tennis italiano al Roland Garros, è costretta alla resa. Nel terzo turno del torneo francese, l’italo-tedesca deve arrendersi al secondo set del match contro la ventunenne russa-kazaka Yulia Putintseva.

Il doppio 6-1 sicuramente è stato perlopiù frutto dei meriti dell’avversaria, che con un ritmo molto veemente ma altrettanto preciso ed efficace, è riuscita a chiudere in gabbia la Knapp, che dal canto suo non è praticamente mai riuscita ad entrare in partita. Certo, è opportuno dire che, come in seguito alla gara ha ammesso comunque lei stessa, la Knapp palesava una grande stanchezza, dovuta molto probabilmente alla poca abitudine alla gare ravvicinate da parte della tennista, che non ne giocava tre di fila dalla scorsa estate. Anche se, in virtù di questo vistoso calo di condizione fisica, si oserebbe dire che si è manifestata una scarsa preparazione atletica che, in tornei molto frenetici come questi, fa la differenza.

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L’Italia scrive dunque un altro record negativo in questa stagione tennistica. Dopo gli Australian Open dove nessun italiano ne nel maschile, ne nel femminile ha raggiunto gli ottavi di finale, la FED Cup nella quale l’Italia è retrocessa nel secondo gruppo dopo ben 18 anni, nonchè gli Internazionali d’Italia dove nessuno, apparte Andrea Seppi per il tabellone maschile, è riuscito a qualificarsi almeno al turno successivo; l’Italia eguaglia il 2009, quando già alla seconda settimana di Roland Garros, non aveva più alcun rappresentante in gara.

Un 2016 certamente che finora ha offerto ben poche soddisfazioni al tennis azzurro. E sicuramente pesa parecchio, se pensiamo che solo nove mesi fa ben due nostre rappresentanti, vale a dire Flavia Pennetta e Roberta Vinci onoravano al meglio la causa tricolore con una storica finale tutta italiana (e in particolare tutta pugliese) in quel di New York agli US Open con la vittoria finale della brindisina.

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Certo, quello era un 12 settembre che sarebbe stato comunque storico, indipendentemente da come sarebbe finita quella partita, per l’Italia del tennis. Senza contare un antefatto non di poco conto, ovvero la Vinci che arrivò in finale avendo ragione di Serena Williams, la favoritissima padrona di casa alla ricerca di uno storico Grande Slam, in semifinale. Forse l’unico neo di quel sabato pomeriggio americano è stato l’annuncio del ritiro di Flavia Pennetta dall’attività agonistica, ma si può dire senz’altro che è stata compresibile la scelta della tennista pugliese di smettere, a 33 anni, nel giorno più importante della tua carriera.

E poi, al netto dei fatti, il vero problema resta il presente. L’Italia tennistica, quanto meno nella parte femminile, era stata capace negli anni passati di giocare dignitosi tornei, anche riguardanti il Grande Slam. Però negli ultimi mesi ha perso un pò l’anima e la grinta dei periodi più rosei. Basti pensare ad esempio a Sara Errani, palesemente lontana dai suoi giorni migliori, ma anche a Camila Giorgi che potrebbe senza dubbio dire la sua, ma fatica parecchio ad arrivare nelle posizioni che contano.

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Ma al netto della possibilità che possa trattarsi di un normale calo fisiologico (individuale e generale) e ricordando che per salvare il 2016 azzurro, ci sono comunque ancora grandi appuntamenti il Torneo di Wimbledon e lo US Open; l’importante adesso è comprendere che nulla è ancora perduto. Speriamo dunque che, con il dovuto impegno, arrivi presto una scossa positiva

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