Il punto sul Roland Garros

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

Il torneo parigino è terminato ieri senza alcuna sorpresa per il tabellone maschile con la prevista vittoria di Novak Djokovic mentre, invece, nel tabellone femminile è mancata l’attesa protagonista Serena Williams che pure, però, è giunta finale dove è stata battuta dalla oramai non più outsider Garbine Muguruza.
La vittoria di Novak Djokovic, come detto, seppur ampiamente prevista, è stata a suo modo una vittoria storica perché è stata la prima volta del serbo al Roland Garros ed è così riuscito a coronare il suo sogno di vincere tutti gli slam, raggiungendo gli altri sette tennisti che prima di lui erano riusciti a centrare l’impresa del Career Grand Slam ed entrando di diritto nella leggenda del tennis.
Vittoria soffertissima quella del serbo: contro un determinatissimo Andy Murray – l’unico tennista che al momento può impensierire Novak – il numero 1 del mondo ha dovuto sfoderare la partita della carriera, come i tennisti migliori amano definire la partita che rappresenta la svolta sportiva.
Rafa Nadal disse che la sua partita della carriera si era svolta a Wimbledon nel 2008, quando fu capace di battere Roger Federer e aprirgli le porte verso tante altre vittorie di prestigio.
Roger Federer indica la sua svolta nella partita vinta a Parigi nel 2009 contro un incredibile Soderling: non stiamo qui a dilungarci su quale è stata la carriera dello svizzero il quale di diritto può essere indicato come il più forte di sempre o comunque uno fra i primi tre tennisti più forti della storia del tennis.
Novak Djokovic la sua partita l’ha giocata ieri in un torneo che per lui sembrava una maledizione: nelle dodici precedenti partecipazioni aveva sempre sfiorato la vittoria ma questa le era sempre sfuggita di un soffio.
Ieri tutto il timore del serbo si è visto sin da subito contro Murray il quale si è aggiudicato il primo set 6/3 convinto che potesse ripetere il successo di un mese fa a Roma.
Ma non aveva fatto i conti con la storia: il serbo, resosi conto che la leggenda era ad un passo, ha stretto i denti, lottato su ogni palla e cominciato a bombardare da ogni lato del campo per chiudere i successivi tre set con il punteggio di 6/1 – 6/2 – 6/4.
Novak sembra ancora imbattibile: nel pieno della forma fisica e supportato da una condizione atletica invidiabile associata a una fame strepitosa di vittoria non ha al momento avversari capaci di porre in discussione la sua leadership mondiale.
Wimbledon

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In campo femminile, invece, la vittoria di Garbine Muguruza mette in discussione il trono di Serena Williams la quale, forse per la prima volta in carriera, nella finale di sabato è stata nettamente dominata e surclassata dalla spagnola proprio in quelle caratteristiche che hanno contraddistinto la carriera leggendaria della tennista più forte di tutti i tempi: la potenza fisica, l’aggressività e la precisione nei colpi.

La Muguruza ha dalla sua l’età, la classe e tutti i colpi per diventare la protagonista assoluta del tennis femminile dei prossimi anni anche se dovrà fare i conti con rivali più agguerrite di quanto dovrà fare Djokovic nel campo maschile.
Ma non dovremo aspettare molto per avere o meno conferma di quanto stiamo scrivendo: Wimbledon è alle porte e sarà il prossimo banco di prova soprattutto per la Muguruza chiamata alla conferma di quanto di buono fatto a Parigi mentre per Djokovic, da ieri… le conferme non servono più!
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