Muguruza fuori, riparta da qui per una grande carriera

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

La giunonica Garbiñe Muguruza saluta Wimbledon anzitempo. La spagnola di Caracas (è nata in Venezuela prima di accasarsi definitivamente nella penisola iberica a causa del tennis) esce dal torneo di Londra contro la numero 124 del mondo, che all’anagrafe recita Jana Cepelova, classe ’93 pure lei. È la prima scossa tellurica che segnalano i sismografi inglesi, abbastanza indaffarati in questo periodo di votazioni popolari. Muguruza battuta da una qualsiasi del ranking WTA – mi permetto di scrivere – con il perentorio punteggio di 6-3, 6-2. Sentenza inappellabile, direbbe un buon giurista.

Garbiñe ci aveva abituato bene, all’ultimo slam. Ha vinto a Parigi, sul rosso paludoso dell’ultimo Roland Garros, battendo in finale Serena Williams. In molti hanno spinto senza indugio sull’acceleratore del trionfalismo, parlando di stella, predestinata, futuro numero uno delle classifiche. I tempi non sono ancora maturi e, ancora una volta, l’erba di Wimbledon si è dimostrata la superficie ideale per capire le vere qualità. A Londra non si bluffa, i predestinati non falliscono, Boris Becker è l’esempio. Da domani Muguruza dovrà lavorare su questa sconfitta, partire da qui per costruire un futuro luminoso perché nulla le è precluso. Ha qualità, una struttura fisica decisamente imponente, pur non provenendo da una terra nordica o dell’est.

wimbledon 2015
E per Jana Cepelova è come aver vinto Wimbledon. Non era nemmeno quotata dai bookmakers, gli stessi che due settimane fa davano favoriti l’“In” nel quesito referendario. Al secondo turno ci sarà il derby slavo con Safarova, quella che il computer considera la numero ventotto del torneo londinese. La parte bassa del tabellone femminile piange già alcune “teste di serie” (orrida traduzione di un termine tecnico francese) come Karolina Pliskova, Jelena Jankovic, Samantha Stosur, Elina Svitolina. Terreno fertile per Venus Williams, che alla vigilia di Wimbledon ha ammesso un suo grande stato di forma: speriamo, il tennis rosa ha bisogno del ritorno della Venere Nera.

Muguruza ha analizzato in conferenza stampa la sua strabiliante sconfitta: “Mi sono sentita stanca, vuota, ma devo anche dare credito alla mia avversaria di avere giocato benissimo; non conta la sua classifica. Avrei avuto bisogno di più tempo tra Parigi e Londra per recuperare le energie. Invece ho dovuto sempre allenarmi e giocare: e oggi è arrivato il momento in cui le energie sono venute meno. Queste nuove situazioni sono esperienza per me. Jana? Sapevo come giocava, quello che forse mi ha sorpreso è che non abbia assolutamente mostrato paura durante la partita”. Garbiñe ha centrato in pieno le cause, la stanchezza (mentale) e il muro di gomma emotivo che aveva dall’altra parte della rete.

Il torneo femminile di Wimbledon procede con le solite stelle. Domani, venerdì, in campo scenderà Serena Williams (contro l’americana McHale) sul Centre Court prima di Roger Federer e dopo l’interessante Del Potro-Wawrinka. Ad aprire le danze sul campo numero uno sarà la sorella Venus contro la russa Daria Kataskina, cui seguirà Novak Djokovic contro Sam Querrey. Niente affatto banale, in chiusura di giornata sul campo numero due, Simona Halep (numero cinque in ingresso) contro l’olandese Kiki Bertens.

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