Toni Nadal: “Il tennis di oggi è fine a sé stesso, deve cambiare”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Toni Nadal
Toni Nadal, zio e allenatore di Rafael, è sempre stato un personaggio sui generis, a volte duro, scostante, ma sempre molto schietto e diretto. Pur con un carattere burbero e forse un po’ troppo brusco, Toni Nadal è uno dei pochi che non si lascia mai andare a dichiarazioni banali e di circostanza. Mai. Anche questa volta, lo zio di Rafa ha rotto le barriere dell’ipocrisia e ha detto la sua su uno sport, il tennis, che si avvia a un importante ricambio generazionale. Quando finirà l’era dei Fab Four, infatti, il mondo della racchetta cadrà nell’oblio o sarà in grado di sopravvivere?

Toni Nadal e il problema del servizio

Un argomento, ad esempio, che inizia a preoccupare Toni Nadal è senza ombra di dubbio quello del servizio: un’arma eccessivamente potente secondo lo zio di Rafael:
L’intensità degli allenamenti non è come in passato, né la professionalità; ma chi comanda ha tenuto le stesse difficoltà del gioco e ciò ha condotto a questa inconsistenza: in quale altro sport un punto inizia con una penalità? Perché è questo il caso nel tennis con il servizio. Chi risponde sembra un portiere durante una serie di rigori. Tutto va così veloce nella vita. Pagare per un match senza scambi? Per me è un programma povero, ma io non sostengo di avere la verità assoluta, eh!” (Ubitennis)

Toni Nadal pensa a un cambio nei materiali

Come risolvere il problema di questa ‘ingiustizia’ del servizio? Se da una parte è innegabile che certi tennisti siano avvantaggiati nel servizio dalla loro altezza (un nome su tutti: Ivo Karlovic), è altrettanto vero che quelli di statura minore, avendo un baricentro basso, lo sono sulle palle che rimbalzano poco, come lo slice. Insomma, anche il nastro è una variabile che può arrecare danno a qualcuno: il tennis, come tutti gli altri sport, vive di imponderabilità. Ma per Toni Nadal le cose non stanno proprio così. Ecco qualche idea dello zio di Rafa:
Ci sono un mucchio di cose che possiamo cambiare, ma bisogna scegliere. Per me abbiamo bisogno di un cambiamento soprattutto sull’attrezzatura. Prima le racchette avevano una testa molto piccola il che richiedeva molta più padronanza della tecnica. Ma comunque io darei la priorità soprattutto sui materiali, teste delle racchette più piccole, palline più larghe o almeno meno veloci, ed altre cose. Le condizioni attuali del gioco conducono ad una grande difficoltà nel controllare la palla, e in questo includo anche il livello amatoriale. Quando pratichi uno sport, perché lo fai? Per sudare, per passare dei bei momenti. Nel tennis odierno è difficile persino sudare e raramente passi dei bei momenti perché la palla va fuori troppo spesso.” (Ubitennis)
Riassumendo, l’idea di Toni Nadal è molto semplice: fare in modo che il servizio perda gran parte della sua importanza e dare al tennis scambi più lunghi grazie all’ingrandimento delle palline e al cambio dei materiali. A parte alcune incongruenze (come può un piatto corde più piccolo offrire più controllo?), l’idea di Toni Nadal di rinnovare questo sport è assolutamente da tenere in considerazione. Chi può dire, infatti, di divertirsi come un matto nel vedere un incontro di Ivo Karlovic?

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