Wimbledon, Andy Murray scalda i motori

Pubblicato il autore: Mario Grasso

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La vittoria al Queen’s ha caricato Andy Murray, che dopo la finale raggiunta all’Australian Open e al Roland Garros sogna lo storico ritorno al trionfo a Wimbledon. Il numero due del ranking Atp non vince sull’erba più prestigiosa del mondo dal 2013, ma la maturazione è ormai evidente e non è un’eresia pensare che senza un “cannibale” come Novak Djokovic, forse oggi lo scozzese avrebbe qualche torneo dello Slam in più. Per portare a casa il trofeo più importante della stagione tennistica, il britannico ha instaurato una partnership con la leggenda Ivan Lendl, suo coach già ai tempi dell’oro olimpico a Londra e della vittoria di Wimbledon del 2013.

Il 2016 di Andy Murray finora è stato ostacolato solo da un nome, Novak Djokovic. Il serbo, infatti, ha ceduto solo nel torneo di Roma. Ma per lo scozzese sono, per il resto, arrivate solo delusioni dalle finali disputate contro Nole: nei due tornei dello Slam e a Madrid. Al Queen’s però la vittoria su Milos Raonic ha caricato il britannico che adesso sogna in grande, grazie anche al feeling con il suo coach. “Ivan (Lendl, ndr) è il miglior coach che abbia mai avuto” ha dichiarato il numero due al mondo. Poi aggiunge: “Nello sport la qualità di un rapporto si basa sui risultati e con lui ho ottenuto quelli migliori. Lui ha vissuto molti momenti simili ai miei nella sua carriera e parlare con una persona considerata mentalmente molto forte e scoprire che stava male prima delle finali slam, mi ha fatto scoprire molti punti in comune”.

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Con Lendl ci sono delle similitudini ed è proprio Andy a sottolinearlo ancora: “Lui ha perso 11 finali slam, io 8. E’ stato bello parlare con qualcuno che ti insegnava a ripartire dalle sconfitte e non a considerarle un disastro. Con lui nel mio team, ho perso gli Australian Open contro Djokovic nel 2012. Il giorno dopo mi ha detto: ‘So che probabilmente oggi non vuoi farlo ma non svolgerei correttamente il mio lavoro se non ti dicessi cosa hai sbagliato, e partire da lì per cercare di migliorare’. Nessuno lo aveva fatto prima.”

Non sarà certamente facile, visto che bisogna fare i conti con un Novak Djokovic al top della condizione, fresco di Career Grand Slam, che di tornei dello slam ne ha vinti 12 in carriera e che punta a vincerli tutti in un solo anno, impresa che non si verifica dal 1969 con l’australiano Rod Laver, unico a riuscirci tra i professionisti. Il prossimo torneo di Wimbledon partirà lunedì e le stelle non mancheranno. Forfait annunciato da Rafa Nadal, ma non mancheranno teste di serie pericolose come Nei Nishikori, Stan Wawrinka e gli emergenti Milos RaonicMarin Cilic. I veri pericoli però saranno due: l’intramontabile Roger Federer e l’inarrestabile Nole. Saranno questi due i principali ostacoli di quello che aspira a essere il migliore al mondo. Murray scalda i motori. Due anni fa da campione in carica si fermò ai quarti contro il bulgaro Dmitrov, l’anno scorso in semifinale si arrese a Federer. Ora l’obiettivo è tornare ad alzare quella coppa e dare la svolta decisiva alla sua già grande carriera.

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