Roger Federer sta abdicando. Fine di un’era?

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Roger Federer
La notizia che ha scosso il mondo del tennis la sappiamo già: Roger Federer, per via dei molti problemi fisici che gli sono capitati in questo 2016, non parteciperà alle Olimpiadi di Rio e ha già dovuto dire addio all’intera stagione tennistica. Solo un incidente di percorso o c’è qualcosa di più serio? È la fine di un’era?

Il fenomeno Roger Federer

Chi ama il tennis e chi gioca a tennis non può che venerare (il termine che uso è fortemente voluto, venerare) Roger Federer. Perché? Perché lo svizzero è il tennis. Roger Federer riesce a eseguire colpi che nessun altro riuscirebbe nemmeno a pensare e lo fa con una classe e una naturalezza fuori dal comune. Lo svizzero è forte, anzi, fortissimo, è elegante, corretto, è un buon marito, un buon padre (di 4 figli), ha avuto il merito di ripristinare una specie in via d’estinzione come il rovescio a una mano, è idolatrato dai tifosi. E, non ultimo, ha vinto tutto. Le sue rivalità con Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno acceso il cuore di tantissime persone, tifosi e non, che si sono schierati, hanno gioito, hanno pianto (perché no?) durante i loro scontri. Roger Federer ha fatto, e fa, del bene al tennis, su questo non c’è alcun dubbio. Le persone amano sentir parlare dello svizzero, meglio ancora se è un tennista vincente. Ma lo è ancora? La risposta è sotto gli occhi di tutti: no.

La parabola discendente di Roger Federer

C’è una frase che mi viene spesso in mente quando parlo di Federer ed è: anche lui, seppur forte e geniale, ha un avversario che non può sconfiggere. Il tempo.
Guardiamo in faccia la realtà: la carta d’identità dello svizzero parla chiaro e recita 8 agosto 1981. Tra poco saranno 35 anni. Gli acciacchi fisici si stanno facendo sentire e sempre in maniera più pressante, direi. Il ginocchio malandato ne è un chiaro, chiarissimo esempio, e anche la schiena lo è. Questi danni fisici influiscono in maniera decisiva sul suo rendimento, tant’è che il 2016 sarà il primo anno (dopo tantissimi) che Roger Federer chiuderà senza trofei vinti. Senza contare che l’ultimo slam messo a segno ha oramai qualche dito di polvere di troppo: era il 2012 quando lo svizzero batteva Andy Murray sull’erba verde inglese di Wimbledon. Quattro anni sono tanti, davvero tanti. Federer ha dovuto fronteggiare prima la furia dello spagnolo Rafael Nadal, che lo ha ripetutamente battuto con quel topspin alto sul rovescio a una mano dello svizzero (ahi, quanto gli ha fatto male quel colpo, quanto). Poi è arrivato Novak Djokovic, il serbo d’acciaio, che con i suoi colpi potenti, piatti e profondi ha rischiato di mandarlo al manicomio più di una volta. Lo svizzero, molto più vecchio dei suoi avversari, (Nadal classe ’86 e Djokovic classe ’87) ha retto finché ha potuto ma, troppo spesso, è stata la mente ad abbandonarlo. Troppo più cattivi gli altri due; bestie fameliche, macchine da punti. Quest’anno, forse, poteva essere l’anno buono a Wimbledon, con le defezioni di entrambi i suoi spauracchi ma, incredibilmente, a eliminarlo è stato Milos ‘Baby Face’ Raonic, uno che con il tennis e il bel gioco non ha nulla a che spartire. E così, forse, è giunto il momento di abdicare per il Re: i suoi fans più accaniti non lo accetteranno ma è così. Però… non sarebbe stato meglio farlo in bellezza, caro Roger?

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