Grigor Dimitrov: “Finalmente ho trovato la mia identità”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Grigor DimitrovGrigor Dimitrov: a quanti piacerebbe essere come lui? Bello, talentuoso, amato dalle donne. Fino a non molto tempo fa il bulgaro era considerato l’erede naturale di Roger Federer. Perché? Probabilmente per quel rovescio a una mano elegante, anzi elegantissimo, che ad alti livelli eravamo ormai quasi disabituati a vedere. Forse per quel tocco di palla, per quelle giocate che ricordavano, in piccolo, le magie del Re. Poi, inspiegabilmente, il buco nero, la crisi. Un anno brutto per Grigor Dimitrov quello del 2015, quasi da buttar via. Adesso, una piccola rinascita. C’è la luce in fondo al tunnel per il bulgaro?

Grigor Dimitrov, la stella mancata

Quando si affacciò per la prima volta nel circuito maggiore, Grigor Dimitrov aveva spinto molti a dire grandi cose di lui. Come abbiamo già detto, il bulgaro era additato come il nuovo Federer e i tre trofei vinti nel 2014 facevano davvero ben sperare per il prosieguo della sua carriera. Ripensandoci, però, rispetto al Re era già molto, molto indietro. Ma vedergli giocare certi colpi, vederlo muoversi con così tanta leggerezza faceva davvero ben sperare. I tornei vinti, in quell’anno di grazia, avevano il nome di Acapulco, Bucarest e il famoso Queen’s, il torneo che anticipa l’unico slam sull’erba, Wimbledon. Poi cosa è successo al bulgaro? Cosa lo ha portato a una brusca involuzione?

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La crisi e la rinascita di Grigor Dimitrov

Le luci dei riflettori, improvvisamente, si accesero sul bulgaro e non solo per le prodezze in campo. Fuori dal tennis Grigor Dimitrov ha spesso fatto parlare di sé per la storia d’amore con la bellissima Maria Sharapova, sua illustre collega. Un amore tormentato, fatto di alti e bassi, ma comunque molto glamour. Patinato, diciamo. Alla fine, però, i due non ressero alla vita frenetica e spesso stressante del tennis e lasciarono. Da lì (sarà un caso) Grigor Dimitrov non ne ha più imbroccata una. Sconfitte su sconfitte, spesso brucianti, e la top ten agguantata (il bulgaro è stato numero 8 del mondo), è diventata presto un lontano ricordo. Adesso, nel 2016, grazie al cambio di allenatore, qualcosa sembra essersi mosso di nuovo. Cosa è successo?
“La cosa sulla quale mi sono davvero concentrato è la semplicità ed essere me stesso. Ho trovato la mia identità, in campo e fuori. Ho così tanti interessi in così tanti settori che alcune volte ho bisogno di rilassarmi fare un passo indietro e lasciare che le cose vadano come devono andare. Devo anche potermi svegliare e fare quello che ho voglia di fare e vivere alla giornata.” (www.ubitennis.com)
E poi:
“Si tratta di un nuovo capitolo per me. Sento di non aver messo in campo tutto il mio potenziale. Certo sono stato un top 10 ma solo temporaneamente. Voglio diventare un tennista di vertice. Lo sono stato e so cosa devo fare per tornare ad esserlo. Mi sento bene, sto lavorando sodo, sto sviluppando il mio gioco e sto lavorando in palestra. Penso che la maturità arrivi anche con le esperienze negative. Ora ho bisogno solo dei risultati.” (www.ubitennis.com)

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