Alberto Corradi, mettersi in gioco a 55 anni

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Ci siamo, giustamente, emozionati per Alex Zanardi, stupendo esempio di sport e quindi di vita, sottolineando soprattutto come né il suo handicap, né la sua età gli abbiano impedito di vincere un altro oro dopo Londra 2012. E forse la sua personalità carismatica, poliedrica ed entusiasmante ne ha nascosta un’altra che ha dietro una storia tutta da scoprire. ac2 Quella di Alberto Corradi, tennista che ha esordito alle paralimpiadi a cinquantacinque anni. Classe 1961, la sua vita ha una svolta dolorosa ad appena undici anni. Nel 1972, infatti, mentre era alla guida di una piccola moto, presa in prestito dalla concessionaria del padre, una buca lo fa cadere e il mezzo gli finisce sopra. L’incidente gli provoca una frattura alla spina dorsale molto alta. Non ci sono ovviamente parole per descrivere lo scoramento di un ragazzo costretto a convivere improvvisamente con una disabilità così grave, in un’epoca nella quale, come dice lui stesso, in Italia ci sono pochissime strutture per aiutare i disabili. Ma è grazie alla famiglia che Corrado si rialza e lo fa alla grande. Il padre lo manda in Inghilterra, a Stoke-Mandeville dove c’è un centro riabilitativo all’avanguardia e funzionale. Diretto fino a pochi anni prima da un grande neurologo e dirigente sportivo tedesco: sir Ludwig Guttman. Polacco, di origini ebraiche, è costretto a scappare in Inghilterra nel 1939, dove dirigerà dal 1944 al 1966 il centro appunto di Stoke-Mandeville di ricerca sulle lesioni del midollo spinale. SI farà conoscere per i suoi metodi di terapia, basati sullo sport da far praticare a tutti i pazienti per aiutarli nel rispetto e nella consapevolezza del proprio corpo. Nel 1952 organizza i primi giochi di Stoke Mandeville, mentre nel 1960 li porta a Roma, in appendice alle Olimpiadi: il primo nucleo delle odierne paralimpiadi. Un segno del destino praticamente per Alberto Corradi che qui pratica diversi tipi di sport, in particolare il tennis, da sempre sua grande passione. La scoperta di un circuito di tennis in carrozzina è , però, tarda, avviene solo nel 1998. Ma non perde tempo ed entra presto nel giro del Sardinia open, torneo di tennis in carrozzina di cui è uno degli organizzatori. Il torneo è arrivato nel 2016 alla sua diciassettesima edizione, e si è conquistato più volte un posto come miglior torneo mondiale del circuito ITF international tennis federation. Quest’anno è stato anticipato, proprio perché qui vi partecipano i migliori atleti del mondo e sarebbe stato alla fine di settembre, quasi in concomitanza con l’appuntamento paralimpico. Un appuntamento al quale Corradi è arrivato dopo anni di sacrifici. Ha raccontato in un’intervista a Rai Radio 1 come sembrava un’utopia la sua partecipazione ai giochi solamente due anni fa. Il duro lavoro e i duri allenamenti hanno fatto la differenza. Aveva già sfiorato le Olimpiadi, ad Atene, nel 2004, nella categoria open, ma non era riuscito a qualificarsi. Poi ha scoperto di poter gareggiare anche nella categoria quad, dedicata agli atleti con lesioni anche al tronco. Un tennis molto tecnico e tattico che non guarda all’età, ma solo alla passione  Purtroppo si è dovuto arrendere all’inglese Laphtorne, ventiquattrenne numero quattro del ranking mondiale. Molto signorilmente ha ammesso la sconfitta e la forza dell’avversario. Ma in fondo può andar bene così: sembrava un’utopia solo arrivarci alle Olimpiadi, ma ha dimostrato che la determinazione e la voglia di raggiungere un obbiettivo possono stravolgere tutte le previsioni.

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