Tennis, US Open: Pouille fa fuori Nadal

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

pouille

Sono cose che succedono, basta un niente e i piani, le certezze saltano, volano via come foglie al vento. L’unica cosa che resta da fare è riportare il tutto con estrema lucidità: Pouille fa fuori Nadal. Prima volta nei quarti agli US Open per il tennista francese: un successo insperato, frutto di cinque set di grinta, carattere e orgoglio contro Rafa Nadal, uno che ha fatto di questi tre totem il proprio gioco. Lucas Pouille con la vittoria su Nadal ha coronato la sua carriera di un importantissimo successo, a livello personale. Lucas, nato nel febbraio del 1994, comincia dall’età di otto anni la sua gavetta sportiva, e a dodici anni viene preso sotto l’ala protettrice della federazione, studia e si allena: “A quella età sognavo di fare del tennis la mia vita, cosi mi sono trasferito a 600 chilometri da casa mia. E un paio di anni dopo ho capito che potevo farlo sul serio, allora ho provato a dare il 110% per diventare un giocatore”. Il suo faro era ed è tutt’ora una leggenda del tennis mondiale di tutti i tempi: Roger Federer. Il suo gioco non è noioso, ma vario e completo. Ha voglia di crescere e di migliorarsi, non è il tipo che si arrende ed ha un carattere quieto ma ostinato. Non cambia allenatore da cinque anni e fidanzata da molti di più: “I nordici sono molto calmi, freddi, non mostrano grandi emozioni. In campo sono così, ma anche fuori. Adoro stare con gli amici, magari per una partita a pallone, o con la mia famiglia. Giriamo il mondo ogni settimana, non ho molto tempo per stare con i parenti”.

A febbraio scorso era ancora il numero 91 del ranking mondiale, arrivano poi gli ottavi di finale a Miami e Montecarlo, la prima finale persa a Bucarest e il colpo di fortuna a Roma, dove perde nell’ultimo turno delle qualificazioni contro Kukuskhin, ma con il ritiro di Tsonga gli si apre il posto nel tabellone. Ancora, gli ottavi di finale di Monaco, dove ha sbattuto fuori un certo Wawrinka, e si ritrova davanti a se Ferrer ai quarti: un’altra importante vittoria per il suo palmares, ma con Murray in semifinale si ferma la sua striscia positiva. Intanto, è ora al numero 31 al mondo: “Incredibile: il martedì mattina ero eliminato e il sabato pomeriggio ho giocato la semifinale”. Da lì sono conferme su conferme, fino ad essere il numero 21 del ranking mondiale (era l’11 luglio scorso, ora il tennista francese è 24esimo) dopo i quarti di finale conquistati a Wimbledon, la buona prova in Coppa Davis contro la Repubblica Ceca e dopo New York, dove vince tre partite al quinto set. Ha già avuto la benedizione di Federer, suo idolo di una vita: “Sa fare tutto, in Francia c’è una grande scuola e i giocatori come lui ne sono la dimostrazione”. Ma il tennista francese ha un sogno nel cassetto: “Facile: Roland Garros. O meglio, vincere uno Slam, ma specialmente quello. Anche se è sempre più difficile: basta guardare gli ultimi dieci anni, quanti giocatori hanno vinto uno Slam? Sei o sette, i soliti noti più Del Potro, Wawrinka e Cilic. Qualcuno ci è arrivato vicino, ma vincere è difficilissimo”.

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