US Open, Wawrinka cerca il bis contro Djokovic a un anno dal Roland Garros

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

Djokovic-Wawrinka
E’ passato poco più di un anno da quella finale del Roland Garros in cui a sorpresa Stan Wawrinka superò il numero 1 del mondo Novak Djokovic. Negli US Open si rinnova la sfida in una finale di uno slam. Nole è ancora il numero 1 al mondo, dodici tornei dello slam vinti in carriera, due dei quali in questo 2016. Per lo svizzero è questo il miglior risultato stagionale in uno slam nonché il migliore di sempre della sua carriera a Flushing Meadows. L’elvetico di tornei dello slam ne ha vinti solo due, che non è poi così male se si considera che negli ultimi dieci anni la scena è stata dominata dal trio composto da Federer, Nadal, Djokovic.

Ci sono poi due elementi che, se non devono far paura, certamente devono almeno far scattare l’allarme in casa Djokovic. Wawrinka non arriva spesso in finale nei tornei dello slam, ma quando lo fa vince sempre. E’ successo contro Nadal nell’Australian Open del 2014 ed è successo un anno fa proprio contro il serbo al Roland Garros.

Il cammino di Djokovic è stato finora inarrestabile e favorito anche da qualche colpo di fortuna, come ben tre forfait di due avversari. Vittoria in quattro set al primo turno sul polacco Jerzy Janowicz. Quindi i primi due ritiri che hanno portato Novak agli ottavi senza fatiche particolari: prima quello del ceco Jiri Vesely senza giocare, poi quello del russo Mikhail Youzhny dopo appena sei game giocati. Quindi la facile affermazione in tre set sul britannico Kyle Edmund. Nei quarti altro forfait a favore: dopo essersi comunque portato a casa due set, il serbo vince in anticipo perché si ritira anche il francese Jo-Wilfried Tsonga. In semifinale un altro francese, Gael Monfils, prova a opporre resistenza, ma vince solo un set. Tutto facile, forse troppo, per il buon Djokovic, che arriva fresco all’atto conclusivo.

Più ostico e insidioso il cammino dell’altro finalista. Wawrinka parte facile superando in tre set sia lo spagnolo Fernando Verdasco sia l’italiano Alessandro Giannessi. Decisamente più difficili sono il terzo turno e gli ottavi. Qui l’elevetico rischia grosso prima contro il britannico Daniel Evans, che crolla solo al quinto set, poi contro l’ucraino Ilyia Marchenko, sconfitto in quattro set.  In quattro set anche la vittoria nei quarti contro l’argentino Juan Martin Del Potro e nella semifinale contro il giapponese Kei Nishikori, stanco forse dalla battaglia che l’ha visto vincitore nei quarti contro l’altro grande favorito della vigilia, Andy Murray.

E ora la finalissima. In generale i precedenti sono dalla parte del serbo, ma gli US Open, come il Roland Garros sono un torneo dello slam e tra le poche affermazioni dello svizzero c’è quella illustre nello slam di Parigi di un anno fa. Quanto allo score stagionale, Djokovic ha condotto un anno stupendo, con pochi bassi (Wimbledon e Olimpiadi su tutti) e tanti alti (Australian Open e Roland Garros prima di tutto). Vincendo l’unico grande torneo che gli mancava, il Roland Garros, ha realizzato il Carrer Grand Slam. Semmai l’unico vero rammarico è rappresentato dall’ennesima occasione persa per realizzare il Grande Slam vero e proprio che non si verifica dal 1969, “tradito” da Wimbledon. Può realizzare il Piccolo Slam, vincendone tre su quattro. Ma il buon Stan sarà d’accordo?

  •   
  •  
  •  
  •